La dad non è intromissione della famiglia nella didattica, ma violazione della privacy familiare da parte della scuola

La dad non è intromissione della famiglia nella didattica, ma violazione della privacy familiare da parte della scuola. Mi rivolgo a dirigenti e insegnanti.

Non siamo noi che entriamo nelle vostre lezioni, siete voi che irrompete in casa nostra privandoci della libertà di gestire il nostro spazio-tempo.

Non siamo liberi di girare in casa nostra vestiti come vogliamo, di decidere quando abbiamo tempo di passare il vaporetto in tutta casa, di entrare e uscire dalle nostre stanze quando vogliamo, di tirare un urlo al gatto che sta puntando il pollo lasciato sul fornello, di prendere un caffè con chi vogliamo nel nostro soggiorno. Pretendete che lo studente abbia ottima connessione sempre, chiuso in una stanza da solo, senza rumori e distrazioni, senza tenere conto che possono esserci più studenti in una casa, la connessione può non arrivare in tutte le stanze, alcune case sono molto piccole.Volete solo studenti con villa, fibra e filippina muta? Cos’è darwinismo sociale applicato?

Invece di lamentarvi come leggo spesso dei genitori che suggeriscono, vedete di battervi per tornare in classe.

Non vi vogliamo dentro le nostre vite private. Levatevi dalle scatole. Fate fronte comune per la scuola in presenza. Tornate in classe dove potete chiudere la porta e stare da soli con i ragazzi.

E se è vero che esistono genitori nevrotici con la mania del controllo che amano la dad perché spiano le lezioni e le interrogazioni degli altri per fare il confronto con i propri pargoli, e vi assicuro che noi genitori sani che odiamo la dad con tutti noi stessi li sopportiamo meno di voi, è altrettanto vero che l’unico modo per dare loro una lezione è quello di tornare in classe, dove non possono entrare a controllare.I genitori non devono entrare in classe.

Gli insegnanti non devono entrare in casa nostra.

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