Da solide radici nascono nuovi sogni


Questo è il messaggio che i bambini dell’Oasi Mamma Bella di Campi Salentina hanno voluto lanciare in occasione della giornata internazionale dei diritti per l’infanzia.

Oggi più che mai, a causa dell’avvento della pandemia e della richiesta di
chiusura delle scuole di ogni ordine e grado in diversi paesi, una molteplicità di studenti sono stati costretti alla didattica a distanza, risultata spesse volte fallimentare e contrastante con i bisogni e le esigenze del minore e della famiglia.

Tutto ciò ha aperto sicuramente nuovi scenari sia familiari, sia scolastici, che hanno fatto emergere problematiche che, la’ dove manca la famiglia, difficilmente possono essere risolte senza l’ausilio di una comunità educante, comunità che porti alla valorizzazione dell’educazione e della pedagogia, scienza, la quale mette le persone nelle migliori condizioni di esprimere se stesse e le loro potenzialità.

L’Oasi Mamma Bella di Campi Salentina gestita dalle Suore Calasanziane, è una comunità educativamente presente sul territorio attraverso campagne di prevenzione, solidarietà, programmazione di attività e servizi socio-educativi, culturali, ricreativi e sportivi.

Essa offre sostegno e supporto alle famiglie, ed è stata in grado di creare una rete educativa tra i Servizi Sociali dei Comuni e le Istituzioni Scolastiche.

L’Oasi Mamma Bella da molte generazioni è stata in grado di sopperire e venire incontro a numerose difficoltà vissute dai minori e dalle loro famiglie e in questo periodo così delicato, adotta svariate forme di vicinanza; vicinanza intesa sotto l’aspetto pedagogico come empatica ed affettiva attraverso differenti modalità:


– cura di sé, declinabile in cura dello spazio e cura del tempo quotidiano;
– creazione di relazioni, che a loro volta si declinano in attenzione alle relazioni tra:

• Gruppo;
• Operatori/adulti;
• Pari;
• Valorizzazione della dimensione cognitiva e intellettiva;
• Intelligenza emotiva;
• somministrazione dei pasti in relazione agli orari di apertura, che hanno
permesso al minore di sentirsi a casa, accolto e amato.

Tutto ciò permette che il minore abbia una continuità educativa, una regolarità relazionale tra i pari e il gruppo, non avvertendo le pressioni e le restrizioni che oggi fanno da sfondo alla nostra quotidianità.

Come affermava Madre Teresa di Calcutta:
“Io chiedo il diritto di essere bambino, di essere speranza di un mondo migliore, chiedo di poter crescere come persona.”

E oggi (ieri ndr), 20 novembre, il grido di tanti bambini che chiede rispetto e amore, non può Rimanere sterile e inascoltato così come non possono essere deluse le aspettative e i bisogni di un’intera generazione che la pandemia ha chiuso in casa di fronte ad un mondo virtuale.

Chirizzi Teodora – Pedagogista

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *