Il tralcetto dove lo metto

Dal Vangelo secondo Giovanni: “Io sono la vera vite e il Padre mio è il vignaiolo. Ogni tralcio che in me non porta frutto, lo toglie e ogni tralcio che porta frutto, lo pota perché porti più frutto…”

Che bellezza, è la vite è la vita.

Da qui parte l’invenzione del “vulcano”Marcello Zaccagnini, che ha apposto un tralcetto vero su ogni bottiglia di vino, un culto dal 1978.

Molto noto e molto “copiato” in tutto il mondo e tanto amato dagli artisti. Infatti, ben oltre il commerciale, la galleria art si alimenta di anno in anno con etichette disegnate da artisti importanti iniziata nel 1984, quando Joseph Beuys ha presentato il progetto “Difesa della natura” nella bottaia della Cantina.

Negli anni la “collezione” si è arricchita con: Lou Reed, Mimmo Paladino, Ivan Graziani,Ettore Spalletti, Franco Summa, Cleto Munari, Natee Utarit, Luca Missoni, Fabrizio Plessi, Sandro Visca, Diego Esposito, solo per ricordare qualche nome…

L’ultima nata, oggi, è a firma dell’artista Sergio Fermariello (Guerrieri, 2020), prodotta da “ZACCAGNINI X L’ARTE” con la Fondazione “Made in Cloister” di Napoli. Etichetta sul tralcetto e litografia in 99 esemplari.

Confesso che, oltre il privilegio, parteciparealla crescita di questa collezione e lavorare con MZ e gli artisti è la cosa più bella che mi potesse capitare.Buon w.e. a tutte.

Ivano Villani

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