La Francia invade l’Italia. Sul Monte Bianco.

La notizia è la reazione – tardiva – del Governo italiano, il 12 ottobre scorso. A cosa? Ad una ordinanza del luglio 2019 dei Comuni di Chamonix e Saint-Gervais che vietava l’atterraggio di parapendii sulla vetta del Monte Bianco per un perimetro di 600 metri, inglobando quindi nei loro territori comunali anche quello italiano; provvedimento assunto senza previa consultazione né previa informazione delle autorità locali italiane.

Ad essa, nell’agosto 2019, la sola reazione istituzionale italiana era stata una interrogazione urgente del capogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Francesco Lollobrigida, rivolta al presidente del Consiglio dei ministri Giuseppe Conte e al ministro degli Esteri Luigi Di Maio, per conoscere quali iniziative intendessero intraprendere per “supportare le istituzioni territoriali coinvolte nella gestione dei problemi amministrativi ed economici relativi alle attività turistiche, sportive ed alpinistiche che si svolgono in quelle zone nevralgiche per l’accesso al massiccio e alla vetta del Monte Bianco”. E in sintesi “giungere alla definitiva risoluzione di un contenzioso diplomatico che si trascina ormai da oltre 70 anni”. 

La risposta del Governo italiano è giunta solo ora (..) attraverso il sottosegretario agli Esteri Ivan Scalfarotto il quale riferisce che la Farnesina, “tramite l’ambasciata a Parigi ha subito proceduto a rappresentare formalmente e con fermezza alle autorità francesi, la tradizionale posizione italiana riguardo ai confini”. Da Parigi, per ora, rispondono di essere disponibili ad “affrontare la questione nel quadro della Commissione mista per la manutenzione del tracciato dei confini”. Ossia chissà quando…

La faccenda non è solo di prestigio (la cima del Monte Bianco, il tetto d’Europa) e di poterci fare le ordinanze a propria discrezione , ma anche economica e infrastrutturale: i francesi, spostando arbitrariamente il confine si sono territorialmente impossessati anche del grande Rifugio Torino e dell’ultimo tratto della straordinaria funivia SkyWay, che parte da Courmayeur, fino alla cima Helbronner.

Ma a chi appartiene il Monte Bianco? La questione è antica e ben spiegata Giorgio Aliprandi, massimo esperto italiano di cartografia storica alpina. L’Aliprandi chiarisce che il confine delle due Nazioni passa proprio sulla cimacome sancito da storico accordo sui confini, risalente al Trattato di Torino del 1860 fra Regno di Sardegna e Impero francese. E non fa quindi fede, perché mai recepito dalle parti rispetto alla modifica dei confini, l’armistizio di Cherasco del 1796 firmato da Napoleone. In un’intervista rilasciata nel 2015 a “Montagna.tv lo storico spiegava che: “.. il confine italiano è quindi il confine giuridicamente ineccepibile, basato sulla cresta spartiacque. È un confine “naturale”, mentre quello francese, che scende arbitrariamente verso sud, è un confino politico anomalo, fatto a vantaggio della Francia”.

Quanto basterebbe per chiudere definitivamente la questione con i cugini d’Oltralpe, per il rispetto della nostra sovranità, almeno territoriale.

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