Ma allora, chi va all’inferno?

Un ragazzino, proveniente da paese protestante, entrò in un collegio cattolico la vigilia di una grande solennità. Vide i suoi compagni andare, uno dopo l’altro, dietro l’altare maggiore; e dopo qualche minuto, uscirne con la gioia sul volto.Si accostò timidamente al maestro che assisteva, e gli domandò: cosa vanno a fare?- Vanno a confessarsi.- Che cosa vuol dire confessarsi?-

Dicono i loro peccati, domandano perdono a Dio, promettono di non più commetterli; e il sacerdote li perdona, in nome di Dio.- Si paga? – Per niente!- E se uno commette di nuovo dei peccati?- Va di nuovo a confessarsi, e Dio lo perdona di nuovo.- E Dio perdona sempre?- Sì, purchè si penta sinceramente, e si confessi bene. Il ragazzo stette un poco in pensiero, poi domandò:- Ma allora chi va all’inferno?

Giusta riflessione! Se è tanto facile ottenere il perdono, chi sarebbe così sciocco, da non voler confessarsi, per evitare l’inferno? (F. Candido, Il sacramento della Penitenza)

Un pensiero riguardo “Ma allora, chi va all’inferno?

  • 20 Ottobre 2020 in 12:40
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    Un tempo, dal 14 esimo al 16 secolo tuttavia si era introdotta la possibilità di ottenere perdono ed indulgenza con offerte di denaro (le oblationes)… Che poi venivano utilizzate per opere di apostolato… Od altro. Il popolo cominciò però a pensare che l’indulgenza non liberasse solo dalla pena temporale ma anche dalla colpa e che dunque bastasse lucrarla per ottenere anche la remissione dei peccati. Si ridusse tutto ad una operazione finanziaria. Questi abusi diedero a Martin Lutero il pretesto per la sua ribellione contro la Santa Sede. (più tardi dopo il famoso Concilio. UT tandem celeste hos Eccesiae thesorum…. Sed ad pietatem exerceri….) oggi… Il perdono concesso gratuitamente da Dio implica come conseguenza un reale cambiamento di vita, una progressiva eliminazione del male interiore(che é prodotto perciò dallo sfunzionamento umano) un rinnovamento della propria esistenza… Essa esige inoltre l’uso fruttuoso della Penitenza e della santa Eucarestia. L’inferno? Dio è perdono sin dall’inizio… Neanche conosce il male… Gli inferni ce li creiamo noi… Con i nostri sfunzionamenti. Capotti Dio hai ancora Dio. E noi siamo mentitori, poiché a parole diciamo di voler perseguire la gioia ma in realtà perseguiamo il nostro piacere personale. (se capotti il piacere che otterrai?) Perciò Dio non manda all’inferno nessuno. Evitare la “costruzione di diavoli” però è assai difficile. Gesù lo sapeva bene. Pochi sarebbero riusciti a fare ciò che egli diceva… Tuttavia quella era la “verità” e la sua messa in pratica poteva essere realizzata solo da pochi che pur disponendo del libero arbitrio si comportasse come se non lo avessero. Perché? Perché ineluttabilmente avrebbero scelto sempre e unicamente il bene.

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