Tutti preoccupati a sanificare gli ambienti con gel e disinfettanti ma a risanare i cuori chi ci pensa?

Sospensione dell’educazione, quella seria, da molto prima del virus, diciamo dal ’68. Il virus ha solo dato il colpo di grazia.

Parte consistente della Chiesa che insegue la follia dello Stato, con gravi sospensioni dell’evangelizzazione, anche questo da tempo. Autentiche barbarie spacciate come diritti e conquiste di civiltà. Sesso e droga consumati come fossero bicchieri d’acqua, esaltati da radical e intellettuali di regime, dai media e dai tanti cattivi maestri. Indissolubilità del matrimonio, famiglia naturale, castità e verginità, sacrificio e disciplina irrisi dalla pseudo-cultura dominante. E ci si meraviglia dell’imbarbarimento dei giovani?

Dei livelli di violenza a cui giungono, pur considerando la libertà personale che nessun condizionamento elimina totalmente?

Fumano spinelli e fanno uso di pasticche senza che nessuno muova un dito; gli aprono discoteche-carnai e poi, siccome ci sono andati a fare quello che si fa nelle discoteche, li accusano di egoismo e li etichettano come untori irresponsabili. E c’è ancora qualcuno con il ditino alzato a farneticare approfondimenti dotti, o altri con la bava alla bocca che invocano la forca?

O, peggio, ancora circolano i cattoliconi che, come al solito, pontificano dall’alto del proprio volontario impegno sociale, nel nome del quale hanno sottratto ai giovani il diritto di ascoltare l’annuncio del Vangelo, l’unico che, liberando dalla schiavitù al peccato, può salvare?

Fede ed educazione, in crisi evidente in questo tempo di follie covidiane, continuano a non attirare l’attenzione, anzi. Tutti troppo preoccupati con le misure anticovid, e a sanificare gli ambienti con gel e disinfettanti. Per risanare i cuori invece non c’è tempo, si deve proteggere la popolazione da un virus pericoloso certo, ma infinitamente meno dell’ideologia dominante che sta infettando menti e cuori di un’intera generazione.

La fede, l’educazione e la famiglia, così prese di mira, non possono che essere al centro dell’attenzione della Chiesa, tutta.

don Antonello Iapicca

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