Allo spettro del male abbiamo contrapposto un possente argine di bene

Maurizio era un mio amico d’infanzia. Viveva in campagna con la mamma, Mariuccia, che stravedeva per lui. Un giorno Mariuccia corse dai vicini: «Venite – gridò – mio figlio è morto ». Uno spettacolo orrendo si presentò agli occhi dei soccorritori.

Nella notte, Mariuccia, lo aveva massacrato a colpi di martello. La tragedia ci sconvolse.

Tanti anni dopo, Mariuccia, vecchia, sola, malata e malandata fece ritorno al nostro paese. La parrocchia le si fece accanto, le offrì una casetta e la possibilità di vivere serenamente gli ultimi anni di vita. Riguardo a quella notte infame, Mariuccia non volle mai dire una parola. Rispettammo il suo silenzio, il suo dolore, il suo segreto. Il suo mistero.

Mariuccia morì senza aver più fatto male a una mosca, accudita, sostenuta e amata dai vicini. La pietà della nostra gente non si era spenta. Allo spettro del male che fa male la nostra comunità aveva contrapposto un possente argine di bene.

Padre Maurizio Patriciello.

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