Stiamo attraversando un lungo inverno ma custodiamo e proteggiamo i semi nascosti

Tutti a  scuola abbiamo studiato il Medioevo . Età di mezzo fra il periodo del potente impero romano e il periodo di splendore del Rinascimento.  Età in cui l’Europa era flagellata da invasioni barbariche, pestilenze,  guerre e la cultura e la cura del bello erano l’ultimo dei pensieri della gente comune perché bisognava pensare a sopravvivere. 

Vi ricorda qualcosa? Mille anni dopo stiamo rivivendo più o meno le stesse cose. I paesi europei sono invasi da persone provenienti da culture diversissime dalla nostra, guerre e rivoluzioni punteggiano la cartina geografica, e non abbiamo più voglia di conoscenza,  di cultura e soprattutto di bellezza.  Per concludere, quest’anno è arrivata pure la pandemia globale.

La fiducia nel futuro è ai minimi termini, ognuno pensa solo a stare il meglio possibile oggi, adesso, in questo momento, perché domani chissà. Si pensa solo a soddisfare i propri bisogni e desideri di oggi perché nessuno vede un futuro. Ogni desiderio è diventato un diritto, non posso avere una felicità duratura, ho diritto almeno a una felicità fugace, e pazienza se danneggio qualcun altro.

Abbiamo persino smesso di fare figli. Come si fa a costruire il futuro se non si vedono prospettive? Come si fa a buttare un bambino in un mondo che non sa più come fare a progredire?

Tutto vero, tutto  giusto. Ma non è tutto qui. Il Medioevo non è stato solo guerra, fame e pestilenze, sotto lo sconforto, sotto il deserto c’erano nascosti i semi di uno splendore che negli anni è rifiorito e ha riportato la speranza nel mondo. I monaci amanuensi nascosti nei loro conventi scrivano a mano pagine e pagine di letteratura. Gli architetti costruivano chiese ed edifici che pur rispecchiando l’austerità del periodo, trasmettevano solidità e sicurezza.

E nascosta da qualche parte doveva esserci la curiosità e la voglia di esplorare il mondo perché piano piano sono ripartite le esplorazioni , le invenzioni ed è ritornata la fiducia nel futuro.

L’ umanità sta vivendo un lungo inverno ma tutti sappiamo che sotto la terra coperta dalla neve i semi riposano per germogliare e rifiorire in tutto il loro splendore una volta arrivata la primavera.

Noi dobbiamo custodire e proteggere quei semi nascosti, avere fiducia che riusciranno a germogliare.

Durante la quarantena,  a fine marzo, oltre allo sconforto per tutto quello che stava accadendo , nella mia zona ha pure nevicato, danneggiando le coltivazioni in boccio. Ma il mio alberello di susine è fiorito proprio in quei giorni  e quel fiorellino che sbucava fra i rami carichi di neve mi ha regalato una nuova fiducia. 

Non asfaltiamo quel campo pensando che tanto non nascerà più niente, aspettiamo, proteggiamolo e al momento giusto la piantina della speranza rifiorirà.

Un pensiero su “Stiamo attraversando un lungo inverno ma custodiamo e proteggiamo i semi nascosti

  • 18 Luglio 2020 in 11:14
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    Il MEDIOEVO ERA MEGLIO. Rispetto ad oggi, il medioevo è stato un periodo storico migliore sia dal punto di vista culturale sia da quello della ricchezza spirituale. Anzi, equiparare le 2 epoche equivale a commettere una sorta di ingiustizia verso quella medievale. Dopo secoli di conquiste sociali stiamo assistendo ad un imbarbarimento sotto a tutti i punti di vista. Il nuovo imperialismo riduce ogni differenza sacrificando al Dio mercato e il nuovo clero, quello giornalistico, lo santifica ogni giorno per compiacere la sola, unica religione voluta dai “bellatores” di oggi, che altro non sono se non quella nobiltà finanziaria, sempre più esigua numericamente, che al riparo dei consessi segreti dei grandi meeting internazionali decide come governare le greggi plebee e crea i nuovi barbari.

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