Sei terreno buono, non fartelo rubare!

La BUONA NOVELLA

Introduzione al Vangelo della XV Domenica del Tempo Ordinario

  • Matteo 13,1-23

Sei terreno buono! Non fartelo rubare …

Mi viene in mente questo personalissimo ‘slogan’ per sintetizzare all’osso il bellissimo Vangelo della Parabola del Seminatore … mutuando le parole di Papa Francesco della Esortazione apostolica ‘Evangelii gaudium’, quando a proposito della conversione pastorale della Chiesa lui elenca i suoi moniti: “Non lasciamoci rubare la speranza! Non lasciamoci rubare il Vangelo! Eccetera …”

Sì perché nella semina larga e generosa del Vangelo, parola feconda che instaura relazioni fertili per chi la vive in prima persona e ne incarna lo spirito, Gesù alla fine dei terreni elencati (quello sassoso, arido e spinoso) parla di terreno buono. La terra – humus in latino – è il luogo di origine antropologica nella Genesi, e perciò è metafora eccezionale per esprimere la nostra realtà, il nostro essere ed è il migliore espediente per poter dopo fare una etica della vita cristiana: come tratto la terra del mio cuore? Permetto ad essa che annidi in sé rovi che soffocano i frutti e i fiori? Lascio che cresca senza concime e con un terreno poco profondo? La abbandono con trascuratezza, fino a farla riempire di sassi che ostacolano la crescita della semente?

Superati questi step di inciampo e di impedimento alla crescita del Vangelo dentro la nostra umanità, Gesù sta dicendo chi siamo noi: terra di Dio! Giardino fertile! Spianata florida e non steppa ruvida e riarsa.

Tu, io, tutti noi siamo più come la terra rossa della Valle d’Itria pugliese che come una palude fangosa. Siamo una zolla di terra degli Appennini invece di un cumulo di sterpi e di foglie marcite. Siamo terra baciata e amata dal Sole di Dio e presa per mano da Cristo …

… Divino Seminatore e Bonificatore dell’uomo.

In lui ogni creatura rinasce a vita nuova. Il Battesimo ricevuto è acqua che irrora il nostro essere e la parola di Dio annunciata è il lavorio di aratura del Signore.

Non lasciamoci rubare il terreno buono che siamo. Non lasciamoci vivere ma viviamo nelle mano di Dio permettendogli di spezzare le spine amare del passato e delle preoccupazioni mondane, di eliminare i sassi dei pesi i ingombranti nell’anima e di scavare in noi una sorgente profonda che faccia riemergere il nostro tesoro: la coscienza dove il seme morendo, si spacca e si apre .. alla Vita!

Nel cuore dell’uomo c’è Dio.
Dentro di noi c’è una sorgente eterna (Etty Hillesium) dove la Parola porta l’annuncio della salvezza. E la Parola fiorita in noi ci trasforma in missionari del Vangelo, affinché con la nostra testimonianza il mondo intero ascoltando creda, credendo speri, sperando ami. (Proemio della Dei Verbum, Concilio Vaticano II)

Buonissima Domenica 💚🌿
Don Domenico Savio

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