Il virus è intelligente: distingue che squadra tifi e se sei di destra o di sinistra

Il virus deve essere selettivo. Non c’è altra spiegazione. Il corona deve prediligere gli ambienti scolastici e deve diventare innocuo se migliaia di tifosi invadono le piazze (solo però se si festeggia dopo aver battuto la Juve che – si sa – è antipatica). Guai a chiamarli sciagurati come ha provato a insinuare l’Oms. È passione – come insegna il nostro presidente della Camera – e alla passione si sa non si comanda. 

L’altro giorno ho chiesto ad una delle suore della nostra scuola se i bambini di quinta potessero incontrarsi nel giardino dell’Istituto per un breve saluto. Rigorosamente con mascherina. Rigorosamente distanziati. Lei desolata mi ha detto di no, che era vietatissimo . Ma molte mamme irriducibili non si sono rassegnate all’oblio della nostra politica nei confronti delle nuove generazioni ed ecco che sui social sono spuntate decine di foto di incontri e grembiuli gettati liberatoriamente al cielo. 

Così i nostri figli possono incontrarsi in pizzeria o al parco e non a scuola. I ragazzi di terza media hanno fatto il loro esame chiusi nella loro cameretta e quelli delle superiori hanno fatto un farsesco esame solo orale. Ora mi aspetto un rigoroso studio scientifico che attesti che il covid si moltiplica e trova terreno fertile tra banchi, libri, lavagne e gessi. Un virus che ama l’ignoranza e aggredisce la cultura.

È un virus il nostro anche sensibile e attento alla politica. Se hai simpatie di destra è meglio stare chiuso in casa, se invece manifesti con il beneplacito di certa sinistra allora sei refrattario a qualsiasi contagio. Assembramenti di serie A e assembramenti di serie B.

Tu chiamale se vuoi…contraddizioni all’italiana. 

Così prima di una partita di calcio si entra scaglionati. Prima la terna arbitrale, poi una squadra e poi l’altra. A questo punto per coerenza aboliamo la marcatura a uomo. D’ora in poi chi si avvicina a più di un metro e mezzo a Cristiano Ronaldo deve pagare una multa. Salatissima. E se poi segna? E pazienza…La salute prima di tutto e poi l’importante non è vincere ma partecipare. 

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