Giornalisti così in malafede che neanche sanno distinguere una battuta imbarazzata del Papa: siete proprio da inferno!

Grazie al bellissimo commento di Martina Pastorelli (che potete leggere integralmente qui sotto oppure qui) sono venuto a conoscenza di questa telefonata nella giornata in cui Papa Francesco, iniziando la Santa Messa delle ore 7 ha detto:

Preghiamo oggi per gli uomini e le donne che lavorano nei mezzi di comunicazione. In questo tempo di pandemia rischiano tanto e il lavoro è tanto. Che il Signore li aiuti in questo lavoro di trasmissione, sempre, della verità.” (fonte )

Eh si, caro Francesco, c’è bisogno di pregare tanto per questi giornalisti che non si prendono neanche la pazienza di ascoltare cinque minuti di un bellissimo audio della telefonata tra il Papa e questo ragazzo per capire che quella battuta è figlia di un evidente imbarazzo del Papa di fronte ai continui complimenti della mamma.

Nessuno scivolone, nessuna gaffe, nessun imbarazzo da parte della madre che anzi ha capito al volo la battuta e ha risposto prontamente e con verità.

Giornalisti, pregate per voi stessi e smettetela di prendervi troppo sul serio

(leggete qui sotto il bellissimo pezzo di Martina Pastorelli)

di Martina Pastorelli

Quanti di voi hanno fatto uno zompo leggendo la notizia del #Papa che dice “Ci rivedremo all’inferno” a un ragazzo autistico e alla sua mamma, durante una telefonata ad una famiglia di Caravaggio?
Probabilmente parecchi. Ebbene: zompo a vuoto.
Basta infatti ascoltare l’audio originale per capire che è andata diversamente da come la si titola, racconta e diffonde. Che c’è #laltrastoria.
Al termine della telefonata fatta dal Papa dopo avere ricevuto una toccante lettera in cui gli si spiegavano le difficoltà vissute per colpa del coronavirus, la mamma del giovane ringrazia il pontefice per avere regalato loro quei momenti di gioia e commozione e gli promette che pregherà sicuramente per lui ma che non ne ha di certo bisogno perchè è già un santo.
A questo punto #PapaFrancesco, evidentemente imbarazzato dal complimento sulla sua santità, dice: “Ah ma Dio mio, non lo dica due volte, forse ci ritroveremo all’inferno”.
La frase, riportata integrale, nel contesto, e tenendo conto del tono con cui è stata pronunciata, risulta ben diversa da quella che ha fatto i titoloni.
Insomma ennesimo episodio emblematico di almeno 2 cose legate:
1) la perniciosa tendenza a fermarsi ai titoli senza verificare le informazioni o leggere integralmente i contenuti, la quale espone ciascuno di noi alla disinformazione, alla umana tendenza a schierarci pro/contro d’istinto e ci rende meno capaci di comprendere la realtà, quindi meno liberi
2) la perniciosissima tendenza del giornalismo (e lo scrivo da giornalista) a distorcere i fatti pur di acchiappare qualche lettore in più, se non addirittura ad usare l’informazione per condurre proprie battaglie
Nel giorno in cui il Papa prega per chi lavora nella COMUNICAZIONE chiedendo al Signore che li aiuti a trasmettere sempre la VERITÀ, non resta che unirci a lui nella preghiera.

fonte

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