#appuntiperildopo Ripartire dalle presenze care che davamo per scontate

Si sta finalmente pensando alla fase due. Il virus sta allentando la presa e la sua forza è un po’ meno devastante. La televisione parla solo di Lombardia e Veneto ma vi assicuro che anche in provincia di Rimini, pur non arrivando ai livelli di Bergamo ( per fortuna e grazie a Dio) la situazione è stata piuttosto grave.

Quasi tutti qua conosciamo qualcuno che è stato contagiato, finendo magari in terapia intensiva, o addirittura rimanendone vittima. Mi sento come se fossimo in guerra, col fronte a poche decine di km da qua.

Ma adesso che l’attacco frontale è stato ridimensionato è ora di pensare a nuove strategie. Perché questo non è un nemico che si può sconfiggere una volta per tutte e non pensarci più.

Si pensa a come far ripartire le attività commerciali, a come e quando riaprire le scuole. Quasi tutte le attività si sono organizzate con le consegne a domicilio e tutta la nostra vita di impegni, lavoro, amicizie, ecc si è spostata on line. Il virus è contagiosissimo e abbiamo dovuto trovare il modo di vivere senza avere contatti con le altre persone. Questo mi ha fatto riflettere.

Perché questo virus ci ha attaccato e sconfitto nella cosa più importante per gli esseri umani: le relazioni. Il virus allenta la sua forza, è vero, stiamo riuscendo a fare calare i contagi, ma alle sue condizioni: non avere più relazioni umane reali. Ed è questa la cosa che più mi spaventa. Anche la fase due sarà all’insegna della cautela, del minor contatto umano possibile, ai limiti del ridicolo (cabine di plexiglass che chiudono gli ombrelloni in spiaggia, soffoco solo a pensarci!). Perché si teme un’epidemia di ritorno.

Quindi mi viene da dire no, non stiamo vincendo. Il virus ci lascerà in pace solo se noi accettiamo le sue condizioni: non avere più contatti umani. E’ la cosa peggiore che ci potesse capitare.  Ma forse ci farà capire quanto davvero abbiamo bisogno delle relazioni con gli altri. Perché forse lo stavamo dimenticando.

Sicuri delle presenze a noi care, le davamo per scontate, e ci siamo accorti di quanto fossero davvero importanti solo quando sono venute a mancare. Spesso le nostre amicizie erano solo un susseguirsi di messaggi e di “uno di questi giorni ci dobbiamo vedere per una pizza”, poi gli impegni, il lavoro, la stanchezza, il tempo passava e l’amicizia languiva. Ora, invece pagheremmo oro per poter fare quella famosa pizzata troppe volte rimandata e mai veramente organizzata.

Andare a trovare i propri anziani era spesso solo un buon proposito mai messo in pratica, ora cerchiamo di insegnare ai nostri nonni a fare le videochiamate per poter vedere come stanno e fare loro un po’ di compagnia.

Prima magari i vicini li si salutava a malapena. Ora si balla con loro sui terrazzi. Abbiamo capito il vero significato del famoso detto “nessun uomo è un’isola”.

Io non lo so quanto tempo questo virus ci terrà ancora in ostaggio. Ma spero che quando saremo di nuovo liberi ricorderemo quello che abbiamo seriamente rischiato di perdere, ricorderemo quanto ci sono mancate le relazioni dal vivo e non daremo più nessuno per scontato.  Allora potremo dire di aver davvero vinto questa guerra che ci vuole soli.

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