Carrello della solidarietà a Venarotta: c’è chi può e chi non può, io può!

C’è chi può e chi non può. Io può aiutare. Superfluo tornare a citare l’emergenza, ormai compagna di avventure casalinghe di ognuno di noi. A Venarotta la prima cosa che si cerca di fare è rispettare con fiducia lo Stato e le regole. Questa è nettamente l’opera di solidarietà più grande che un cittadino possa fare.

Di fianco, senza eccessivo rumore e rispettosa umanità, la nostra comunità sta cercando nel piccolo di poter aiutare chi ne ha bisogno.

L’iniziativa si chiama “Carrello della solidarietà”, ed è in voga ormai in diverse zone d’Italia. Davanti al supermercato del paese è stato messo a disposizione un cesto dove chiunque può mettere dentro qualcosa che ha comprato. Il tutto a favore delle persone che, trovandosi in difficoltà economica per la situazione Coronavirus, potranno ricevere questi aiuti.

L’idea è partita dalla Parrocchia di Santi Cosma e Damiano, ma è ovvio che chiunque può sentirsi protagonista dell’affetto da donare agli altri. Nel proprio piccolo e con il rispettoso silenzio di chi dona senza mostrarsi, si va a creare un pezzetto di Paradiso.

Ovviamente – e qui si torna all’inizio del discorso –  la Parrocchia è a stretto contatto con l’Amministrazione Comunale per questo progetto, soprattutto per la segnalazione delle famiglie in difficoltà.

Dalla collaborazione con l’Amministrazione, la Parrocchia ha scoperto la tecnologia: dall’inizio della cosiddetta quarantena, ogni domenica la Santa Messa viene celebrata dal nostro parroco Don Umberto in una Chiesa quasi vuota, ma piena di spirito, visto che la comunità può assistere in diretta Facebook la funzione (peraltro sul gruppo del Comune gestito dal sindaco, eh che bella la collaborazione..), riscoprendo l’unità della preghiera anche a distanza.

Inoltre, tanti concittadini o “venarottesi acquisiti” sparsi per il mondo hanno l’opportunità di sentirsi vicini alla propria comunità. Esperimenti 2.0 di fede ed evangelizzazione. Quando arriva un dolore non ci si scontra, ma lo si abbraccia tutti insieme.

Matteo Rossi

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