“Nessuno si salva da solo”, neanche sul piano didattico. (RI)scoperte di una maestra, in tempo di Coronavirus.

È vero, la didattica a distanza è un surrogato (chi può negarlo?);è vero, il nostro lavoro si è triplicato e probabilmente con risultati meno che dimezzati (soprattutto in certi casi e per certi aspetti ); è vero, alcuni alunni sono indiscutibilmente svantaggiati per mille motivi rispetto ad altri ; è vero, gestire il tutto in una seconda classe della primaria mi sembra in certi momenti follia ma … ci sono dei ma che non avrei mai immaginato.

Mi sono dovuta reinventare come maestra, ho dovuto cercare nuovi canali e acquisire velocemente nuove competenze, ho dovuto fare ricorso a tutta la creatività di cui sono stata e sono capace per cambiare ogni giorno modalità di lavoro e non annoiare i miei alunni e cercare di “ arrivare a tutti” e non limitarmi a propinare compiti (molto più di quanto non dovessi già fare in classe.).

Ho dovuto vincere la mia remora ad apparire in video e/o a sentire la mia voce registrata. Ho corretto il tiro mille volte in tre sole settimane e chissà quante altre volte lo dovrò fare, alla faccia della sensazione che avevo, più o meno consapevolmente, che l’esperienza acquisita nel tempo, fosse ormai sufficiente a navigare a vista con una certa sicurezza.

Ho passato più tempo al telefono o in video con Ilaria ( la mia dolce collega di team) che “ in presenza” con i miei familiari, non solo a organizzare i nostri interventi ma anche a condividere le emozioni contrastanti che provavamo, la nostra preoccupazione per i bambini, “ Lei ce la farà? “Lui come lo agganciamo?”.

Ho riscoperto la collaborazione vera con molte altre colleghe con cui ho fatto ore di simulazioni, ho studiato piattaforme, ho condiviso idee ed esperienze. Noi docenti siamo finalmente tornati ad occuparci di didattica e abbiamo potuto mettere da parte burocrazia e moduli e griglie e monitoraggi per tornare sul campo!

Ho riscoperto il valore della collaborazione con le famiglie, perché ora tutti sentiamo di essere “ sulla stessa barca” e come ha detto il papa “Nessuno si salva da solo”… neanche sul piano didattico, aggiungo io. Abbiamo fatto con la mia collega (e non perché obbligate da una circolare, ma di nostra iniziativa) la prima riunione con i genitori in videoconferenza della vita e guarda un po’, è stata costruttiva, utile, necessaria come non mai.

Che rete si è messa in piedi per far sì che nessuno della nostra classe rimanesse fuori,per qualsivoglia motivo, dalla possibilità di incontrarsi con gli altri e fare lezione! Si sono susseguiti messaggi whatsapp, per guidare e supportare e dare istruzioni, telefonate di incoraggiamento o anche di “correzione fraterna” a volte, per sollecitare impegno. Cellulari, tablet, pc… si è ricorso a tutto per mettere in moto l’ingranaggio e farlo funzionare per tutti. La rappresentante di classe meriterebbe uno stipendio!

E poi gli alunni …. quante scoperte! Al di là del fatto che stanno acquisendo competenze digitali che nessuno mai avrebbe pensato in così breve tempo, quanti aspetti diversi, inediti, stanno venendo fuori di ognuno di loro in questa prova… Quanti insospettabili hanno saputo dimostrare capacità di adattamento e autonomia del tutto inattese di fronte alla “scuola a distanza”.E quanto e’ importante vedere “i miei bambini” e ascoltarli e dar loro modo di incontrarsi in live nella nostra classe virtuale anche solo per giocare a specchio tutti insieme, farci una risata o dirci certi giorni con gli occhi lucidi, timidamente, quanto ci manchiamo!

Quanto mi riempie il cuore quando leggo in un testo scritto da Tizio o da Caio che aspettano con ansia l’ora del collegamento con la classe, che è diventato uno dei modi per scandire queste giornate a volte interminabili…

Paradossalmente in questa situazione di distanza, ed è questo il MA che più mi riempie il cuore, ho riscoperto e sto rivivendo la dimensione comunitaria della scuola che si stava perdendo e che non sembrava , mi mancava proprio tanto, perché ho sempre creduto che “Per educare un bambino, ci vuole un intero villaggio”.

Quando tutto sarà finito, questo è indiscutibile, ci saranno tante lacune da colmare, programmi da recuperare, tanti problemi da affrontare, ma avremo comunque imparato tanto e ci porteremo nel cuore certe “ scoperte”.

Grazie a tutti coloro che stanno condividendo con me questa avventura che spero finisca presto, ma che mi ha stupito e arricchito con tutti i suoi MA.

Giuliana Ancora

creazione di Chiara – seconda primaria

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