“Avete inteso che fu detto” ma che cosa abbiamo capito?

Chi è pieno di Cristo non solo non uccide, non ruba, non offende, ma si prende cura degli altri, s’impegna sempre per primo, è premuroso, dona e dimentica, è preoccupato più degli altri che dei suoi interessi, comunica vita, incoraggia, allaccia amicizie e rapporti costruttivi, è artista del dialogo e della pace.

Parola di Vita – Introduzione al Vangelo della Domenica

VI DOMENICA DEL TEMPO ORDINARIO – Mt 5, 17-37

Non avete capito bene. Dovete annullare lo schema recepito male e piantare in voi la Parola buona. Vi annuncio una grande gioia. Vi faccio sapere cose nuove che vi renderanno nuovi. Io sono la Parola. Eccetera.

La parafrasi dello schema letterario di Gesù rivolto per quattro volte ai discepoli nel discorso catechetico di oggi: “avete inteso … ma io vi dico”. Schema applicato ad alcuni dei tanti comandamenti, delle norme e dei precetti inclusi nella Legge e nei testi dei Profeti.

L’Antico Testamento non è più valido? Mosè ha prescritto cose inutili o precettato norme sbagliate?

Gesù si smarca in anticipo da questa ipotetica critica dei discepoli, perché è venuto proprio a compiere, completare l’Alleanza sancita nella Legge con il dono della vita nuova nello Spirito. Come un pedagogo il Primo Testamento ci conduce alla verità in pienezza. È come passare dalle scuole elementari alla Professione lavorativa dopo un lungo e progressivo percorso.

Ovviamente è solo un esempio questo per dirci che nel Vangelo di oggi Gesù ammaestra i suoi seguaci con l’apertura di una finestra alla vita nuova, alla maturazione del Regno di Dio. La Legge smette di essere centrale quando l’uomo ne coglie l’essenza: pieno compimento della Legge è l’Amore, chiosa in una delle sue lettere l’ex fariseo iperlegalista Paolo.

La vita nuova comunicataci dal Battesimo è vita dell’uomo rinnovato dal di dentro.

Chi è pieno di Cristo non solo non uccide, non ruba, non offende, ma si prende cura degli altri, s’impegna sempre per primo, è premuroso, dona e dimentica, è preoccupato più degli altri che dei suoi interessi, comunica vita, incoraggia, allaccia amicizie e rapporti costruttivi, è artista del dialogo e della pace.

Insomma morale di oggi: non serve a Cristo un discepolo impeccabile. Cristo chiama a sé nuovi ‘Cristi’, nuovi portatori dello Spirito e della gioia del Vangelo.

Buona Domenica!
Don Domenico Savio

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