A te, Harlette, che hai seminato sogni nel mio cuore

Io ero una ragazza, tu già una donna. Bella, elegante, dignitosa, affascinante, una maestra brava, sensibile, capace di leggere nel cuore dei tuoi bambini. Una mamma severa e amata, una moglie abbandonata e sola. Ci siamo raccontate tanto di noi. Nel mio cuore hai seminato dei sogni per il mio futuro. É questo che fanno i veri insegnanti.

Prima di partire mi hai lasciato una busta piena di piccoli bracciali. Poi sono stati con me al mio matrimonio, nel corso delle mie gravidanze, nei parti, nei momenti belli e in quelli brutti. Negli anni li ho regalati solo alle persone veramente vicine al mio cuore.


Ora sei partita, dopo un lungo viaggio di sofferenza. In un paese pieno di sofferenza, in una città divisa e pericolosa, in un continente pieno di guerra e dolore ma anche di gioia e di vita che si rigenera. Ringrazio il Signore che le nostre vie si siano incrociate. Ringrazio il Signore delle ore serene insieme, delle lunghe chiacchiere, di un’affinità di cuore che poco ha scalfito la distanza di migliaia di chilometri.

Ciao Harlette, amica mia, finalmente nelle braccia del Padre amato, finalmente riposo dalla fatica, finalmente senza dolore. Grazie

Marta Rovagna

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