Senza l’ amore anche il “ fare all’amore” può essere una piacevole menzogna dalle conseguenze disastrose

I tempi cambiano. E con essi cambiano le opinioni, le mode, le abitudini, i gusti. Non cambia, però, il cuore dell’ uomo, sempre bisognoso di amare e di essere amato.

L’ amore è come il sole la mattina, quando ti svegli e spalanchi le finestre. “Ho il sole in casa mia ”, esclami, e non ti accorgi di dire una falsità che ha tutto il sapore della verità. Amare vuol dire andare incontro all’altro. Tendergli la mano. Ascoltarlo. Accoglierlo. Servirlo.

Essere amato è tra le esperienze più appaganti e coinvolgenti che si possono fare nella vita. Ti fa sentire importante. Unico. Ti fa avvertire dentro una forza capace di trasportare i monti. L’ amore è un arcobaleno di mille colori e altrettante sfumature. Ama la mamma il neonato che le sta succhiando il seno. Ama i suoi amici l’ adolescente che li sta sfidando a calcio. Si amano i fratelli, i cugini, i nonni, i vicini di casa. Ama l’ uomo la donna che, tra tutte, scelse come sposa. C’è chi ama i poveri, i barboni, i derelitti, pur sapendo che essi quell’amore non potranno mai ricambiare.

Qualcuno riesce finanche ad amare chi gli fece male. Chi gli uccise il figlio. Chi gli rovinò la vita. Si ama in tanti modi.

L’ esercizio della sessualità, solo a certe condizioni, entra a pieno diritto a far parte dell’ esperienza dell’ amore. Ho sentito in questi giorni pronunciare affermazioni da far accapponare la pelle. Qualcuno – non importa chi – ha sentenziato che vivere in castità sarebbe “ disumano”. Credo che costui – magari senza rendersene conto – stia prendendo e propagando un grosso abbaglio. Aiutiamolo. È l’ amore che ci rende “umani”. “ Disumani”, a rigor di logica, si diventa quando non si è più capaci di amare. Senza l’ amore anche il “ fare all’amore” può essere una piacevole menzogna dalle conseguenze disastrose. I gesti dell’ amore sono poca cosa se paragonati all’amore che li esprime. Pallide epifanie. Piccolissime punte di un iceberg grande quanto un continente.

Le stagioni cambiano. E con esse possono mutare, e di fatto mutano, anche i gesti dell’ amore. Non cambia, però, l’amore. Anche una malattia, un incidente, un dramma, possono incidere sulle espressioni dell’ amore. Finanche la morte si scopre impotente e fragile nei confronti dell’ amore. Deve cedere. Arrendersi. Ammainare la bandiera. Perché più forte della morte è l’ amore. Ci sono persone che per amore dell’ arte, della politica, della cultura, dello sport, della scienza, decidono di rimanere casti. C’è chi rinuncia a costruirsi una propria famiglia per rimanere accanto ai genitori malati e anziani. E chi, invece, per seguire l’ innamorata in Australia, con il cuore sanguinante, li affida a una casa di riposo. C’è chi, per amore, sente di non dover appartenere a nessuno. “Donami, Signore, di abbracciare il mondo senza trattenere nessuno” pregava padre Michel Quoist. Amore immenso a Dio e agli uomini. Chiunque siano.

Finanche il morire dilaniato da una bomba può essere un gesto di altissima umanità. “ Non c’è amore più grande di quello di dare la vita per gli amici ”, disse Gesù, uomo ammirato anche da tanti che non credono che fosse Dio. Eppure rimase celibe. Casto. La castità, scelta liberamente e per amore, ha reso la vita di tante persone piena, felice, feconda. San Giuseppe Moscati, medico campano morto a 47 anni nel 1927, fu sempre considerato un grande da chi lo conosceva. Fu uomo di scienze. Rigoroso. Preparato. Altruista. Fu uomo di fede. Umile. Disponibile. Generoso. La Chiesa lo dichiarò santo nel 1987. Per i napoletani lo era sempre stato. Si potrebbe continuare richiamando alla memoria volti e vite di grandissimi uomini e donne che, per amore, scelsero di vivere in castità. Credenti e non credenti. “ Ama e fa quello che vuoi” scriveva sant’ Agostino. Certo, perché chi ama mai sarà capace di far del male a nessuno. Purtroppo spesse volte ci si sbaglia di grosso proprio nel diagnosticarlo, l’ amore. Quello vero, intendo.

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