Un Natale out of the comfort zone

Già da ieri, 24 dicembre, mi girava in mente di fare qualcosa per rendere questo Natale “emozionante”…
Il programma era classico: ceniamo qui….pranziamo dai nonni….tu pensi al primo…io ai fritti….e domani cappelletti in brodo.
Però non mi soddisfaceva, tutto era troppo comodo e facile e in più c’è da dire che un 25 dicembre libero mi capita ogni 6 anni.
Durante il cenone chiedo ad Alexa il meteo per il 25 a Rieti e il suo “per lo più soleggiato” mi fa partire l’embolo: sveglia presto e salita al Terminillo!
Vado in camera e tra una portata e l’altra preparo lo zaino e i vestiti.
Alle 6:30 in auto, l’alba meravigliosa mi ha accompagnato e con la dovuta calma alle 8 ero a Campoforogna (circa 1600mt) per la mia impresa.
Si inizia subito con circa 70mt di dislivello in sentiero verticale che mi fa accelerare il cuore e qualche insano pensiero prova a farmi desistere. Continuo perché so che la sella sopra di me vale la pena: ed infatti arrivando mi si apre un panorama mozzafiato sulla spianata reatina.
8:20 piccola pausa.
Proseguo su un sentiero facilmente visibile fino ad arrivare ad un tornante che affaccia a picco su un canale molto alto dove il vento mi fa sentire la sua forza: delle raffiche incredibili mi spostano letteralmente e gonfiano la mia giacca che fa da vela…
La montagna cambia aspetto e ripensando alla sera precedente mi sento lontano anni luce dal confort del cenone; nonostante ciò sono felice, in disagio ma felice!!
Proseguo.
Che io sia in quota me lo conferma la neve ghiacciata che trovo sul sentiero ma anche l’aria che respiro è diversa. Mi distraggo osservando i diversi disegni che il ghiaccio fa e inizio a tirar fuori le mie teorie.
Dei ciuffi d’erba hanno attaccate delle “bandiere tese” di ghiaccio spettacolari!
Continuo il mio sentiero fino a scorgere il rifugio Rinaldi che sovrasta la vetta del Terminilletto (2108mt).
Che gioia, che emozione! Dopo tanta salita l arrivare in vetta è sempre difficile da descrivere: una terrazza di cemento , che era l’arrivo della funivia in disuso ormai, mi invita ad una panoramica unica , in una foto riesco a prendere il Terminillo e il Gran Sasso.
Non sento più l’affanno e la stanchezza. Dopo qualche foto e un po’ di caffè caldo mi dirigo verso il Terminillo, per il quale si prosegue su creste ghiacciate.
Purtroppo, dopo un 10 minuti di cammino e qualche azzardo mi accorgo che il rischio caduta è imminente e non ho voglia di essere protagonista del tg3 regionale!
I versanti della cresta si fanno ripidi e ghiacciati, bisogna saper rinunciare!
Dopo un po’di tempo con me stesso e i miei intimi pensieri conio la frase in inglese
“coming out of the comfort zone ennobles man!” ;

 uscire dalla zona di confort nobilita l’uomo. Forse per questo senso di appagamento che ho, o perché tornando indietro so che sto facendo la scelta giusta.
Nonostante sia seduto su una scomoda pietra con il vento che mi fa colare il naso e le mani ghiacciate (perché ho lasciato i guanti nello scooter) sono felice e mi sento carico per affrontare sereno e disponibile da domani una nuova settimana di lavoro.
Racconterò e spronerò amici e colleghi ad uscire dalla “comfort zone”, non e’ detto che ci si stia cosi male!
….e aggiungerei: portateci i figli, educateli anche a questo: saranno persone migliori nella società già da domani.

Emanuele Roncaccia

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