“Ognuno è perfetto”: in tv la vita, il lavoro, gli amori di due giovani con sindrome di Down

“Ognuno è perfetto” arriva in tv: stasera (Rai1, ore 21.25. Le altre due domani e il 23 dicembre) la prima puntata della serie che racconta l’amore e il viaggio verso l’età adulta  di due giovani lavoratori con sindrome di Down. Arriva così in porto un sogno che ha mosso i suoi primi passi all’interno dell‘Associazione Italiana Persone Down, coinvolta e partecipe già nella fase di scrittura.Il primo contatto fu una mail della Viola Film, alla fine di gennaio del 2018: “Stiamo per produrre una serie tv dal titolo provvisorio ‘La Gang Del Cioccolato’ per i canali Rai. La serie sarà un remake della serie belga intitolata ‘Tytgat Chocolat’, che ha avuto molto successo in Europa e racconta la bella storia d’amore tra Jasper, un ragazzo affetto da sindrome di Down, e Tina la sua collega”.
 A febbraio il primo incontro, che Anna Contardi, coordinatrice nazionale di AIPD Nazionale, ricorda oggi così: “Abbiamo parlato a lungo con lo sceneggiatore Fabio Bonifacci e il produttore Alessandro Passadore. E abbiamo anche concordato la possibilità di far incontrare allo sceneggiatore alcuni ragazzi con sindrome di Down a Roma, per aiutarlo a capire meglio questa realtà. Dopo qualche tempo, ci sono arrivate le prime stesure della sceneggiature: le ho lette e rimandate, con le nostre osservazioni.

Nel frattempo, dalla produzione ci fu anche richiesto di collaborare col casting: proprio i protagonisti Gabriele Di Bello e Alice De Carlo, sono stati scelti da un casting fatto a Roma, con i ragazzi della nostra sezione locale. Gabriele e Alice sono stati seguiti dall’AIPD nei percorsi di autonomia e avevano già partecipato alla seconda stagione di Hotel 6 stelle: qui si erano conosciuti e fidanzati. La produzione ha deciso di farli recitare insieme, così che potessero vivere al meglio la storia d’amore dei protagonisti. Altri casting sono stati fatti in diverse parti d’Italia, con le nostre sezioni locali e altre associazioni”.
La serie arriva oggi in televisione, ma “i rappresentanti e alcune famiglie della nostra associazione hanno già avuto modo di vederla. Ha l’innegabile merito di portare l’attenzione dello spettatore sull’adultità possibile delle persone con sindrome di Down, che diventano grandi ed esprimono bisogni da grandi: lavoro, amicizia, affetti Il lavoro che dà dignità è al centro della serie, ma lo sono anche le relazioni che questo aiuta a riscoprire.

Un’altra parola chiave è autonomia, quella di Rick che va al colloquio in bici e che affronta il nuovo lavoro da solo, che si confronta coi suoi desideri ma anche coi suoi limiti, che insieme ai genitori progetta la sua possibile vita indipendente. Sono temi a noi molto cari, trattati con attenzione e senza pietismo: per questo abbiamo dato il nostro patrocinio. E per questo auguriamo a questo lavoro il miglior successo”.

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