Giornata mondiale della consapevolezza del lutto perinatale: testimonianza

Il lutto perinatale, cos’è? Cercate la definizione su google….
Per me è quest’altra cosa:
Una pancia, una bella pancia, un ecografo che passa ed una faccia attonita, ammutolita. Dopo poco una sentenza, una sentenza di morte con un cuore che batte… un groppo in gola, di quelli che tolgono il fiato,
che fanno fermare il tempo, lo spazio… un’immersione in una bolla di stupore, di rabbia, di “ma non è possibile che sta succedendo a noi!” “perché proprio a noi?” e mio marito, forse più lucido in quel momento
“perché ad altri?”
… è vero, la morte non si augura a nessuno, la morte di un figlio men che meno.
Aborto terapeutico…. Già la parola aborto è terribile, associarla ad una “terapia” fa ancora più orrore.
La chiamata al ginecologo di fiducia non dà conforto, e nemmeno ce lo aspettavamo, attiva solo le pratiche burocratiche, colloquio con la psicologa per avere accesso all’intervento.
Il parto. Il dolore fisico, le contrazioni consecutive che non lasciano il tempo di respirare, il vomito… mio marito immobile, ad assistere al mio supplizio. Io che lo guardo e vedo che lui soffre per me e per il figlio
che se ne sta andando, è impotente a tutto questo… ci affidiamo a Dio.
La nascita e la morte… la bellezza del suo profilo, delle sue braccia e delle sue mani… e l’incompletezza del suo corpo, così da essere senza sesso, un angelo. L’acqua santa sulla fronte, la formula del battesimo
ripetuta mille volte durante il travaglio per essere pronta per quel momento…
La morfina e la pace… il dolore fisico passa. Arriva il vuoto spinto.
Il groppo in gola che ti prende quando meno te lo aspetti, anche a distanza di mesi, anche per una cazzata, per una pancia (che cosa terribile l’invidia, non mi appartiene).
Le spiegazioni. Ma degli altri ci importa poco, abbiamo una figlia a cui render conto, da proteggere dal dolore, perché lei questo dolore non lo merita, ma lo sente, eccome se lo sente.
Una bella storia, una storia fatta di ali fatate, nuvole bianche e una bella coroncina tutta piena di brillantini, e ci crediamo anche noi a questa storia… guardiamo il cielo e intercettiamo le gambine del nostro angelo
che scappa a nascondersi.

Ecco questo è il lutto perinatale per chi, come me, come la mia famiglia, ci è passato. Sono passati 5 mesi, e voglio parlarne. Adoro chi mi chiede come è andata, perché amo raccontare la storia di Celeste, lo rende vicino, lo rende reale così come lo è un figlio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.