Una fratellanza tangibile

Domenica sera finalmente ho potuto guardare il telegiornale insieme a mia figlia di 6 anni! Solitamente, dopo aver ascoltato i titoli, mi appresto a cambiare canale in quanto le notizie sono troppo forti per essere assimilate da una bimba e troppo complicate, e molto spesso assurde, per me da rendere fruibili al suo sapere.

Ma l’altra sera il notiziario si è aperto con una bella testimonianza. I musulmani, sia in Italia che in Francia, per rendere omaggio a Padre Jaques Hamel, brutalmente ucciso da terroristi islamici, hanno partecipato al nostro culto domenicale: la Santa Messa.

L’invito è partito dal centro musulmano francese ed entrambe le comunità si sono trovate unite nel ricordo del religioso ucciso e nella dimostrazione che la religione, di qualsisia tipo, non spinge mai all’odio, bensì alla fratellanza.

In effetti tutto parte dalla religione. L’estremismo dal quale nasce il terrorismo e la malsana interpretazione del Corano, hanno come fulcro l’Islam ed è proprio da essa, dalla parte buona della corrente religiosa, che deve partire il buon esempio. E così è successo.

Il gesto che si è compiuto è stato significativo e pieno di buon senso. Alcuni rappresentanti islamici non hanno preso parte alla condivisione non perché contrari ma perché hanno giudicato tale gesto troppo spettacolare. Io invece trovo che sia giusto. Deve essere plateale, scenico e scenografico! Il bene e la fratellanza devono essere pubblicizzati!

In ogni angolo della terra la religione è sinonimo di amore, mai di odio. Domenica ne abbiamo avuto la prova tangibile. La convivenza è possibile ed indispensabile. Si stanno muovendo i passi in questa direzione. Voglio sperare che la strada, seppur in salita e costellata di pericoli, sia quella giusta e che venga percorsa con convinzione e perseveranza. Da noi tutti.

Un pensiero riguardo “Una fratellanza tangibile

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *