Macchiavelli non aveva ragione..

Ho letto e scoperto che per una sindrome rara, dopo la fecondazione in vitro è possibile ricercare negli embrioni il gene che muta e quindi decidere quale embrione tenere e quali gettare.
La notizia potrebbe, di primo acchito, portare ingenuamente a pensare che si tratti di una cosa buona e giusta: mai nessuno potrà più essere affetto da questa sindrome!

Analizziamo i fatti.
Il portatore di questa sindrome ha il 50% di possibilità di passare la malattia al figlio e non è possibile, attraverso gli esami prenatali, anche quelli più approfonditi, stabilire se il nascituro ne sarà affetto.
Solo alla nascita si scopre se il bimbo o la bimba ne è colpito. Le caratteristiche somatiche di questa malattia sono ben riconoscibili e presenti nell’80% dei malati fin dalla nascita. In ogni caso indagini genetiche effettuate su un campione di sangue possono stabilire, con una percentuale quasi totale, l’affezione.

Ma ora in un paese europeo è nato un bimbo “scelto”. Gli altri embrioni sono stati gettati. Analizzati e poi eliminati. Non andavano bene.

Gente entusiasta. Fermento. Ed io invece rabbrividisco.
E mi pongo la stessa domanda. Ma è davvero questo che vuole la gente dalla scienza? Sono questi i grandi passi dell’umanità?

La mia riflessione è totalmente atea. Lascio Dio e le religioni fuori da questa disquisizione. Mi soffermo piuttosto sui valori morali. Anzi sull’assenza degli stessi.
Pare che per il bene più alto nei confronti della vita che si vuole mettere al mondo, si sia disposti a passare sopra ogni altra cosa. Anche al fatto di creare embrioni da analizzare, scegliere e poi gettare. I paladini del bene usano il fine come paravento, come giustificazione.

Sta tornando in voga l’eugenetica negativa e positiva tanto acclamata circa 70 anni fa da un uomo con certi baffi. Per molti decenni l’idea folle della selezione della razza ha scandalizzato il mondo. Ora, chiamandola in maniera diversa (anche se la sostanza non cambia), questa pratica viene tollerata, accettata e sostenuta.

Mi viene il dubbio che Macchiavelli non avesse ragione..il fine non sempre giustifica i mezzi e la natura umana si stia spingendo troppo oltre.

Detto questo aggiungo che sostengo in prima persona il progresso scientifico inteso come cure per le malattie esistenti. I ricercatori che sono impegnati nella dura battaglia contro le patologie esistenti, tenaci ed aggressive, fanno la differenza. Sarebbe bello fossero sostenuti in maniera realmente efficace. Ma entriamo in altri campi e non è mia intenzione farlo.

Libertà di pensiero. Libertà di scelta. Facoltà di discernere.

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