Un abbraccio ai piccoli di Manchester

Pubblico una nota di don Andrea Lonardo, direttore dell’Ufficio Catechistico di Roma in relazione al nuovo, tragico attentato di Manchester

 

Il terrorismo, ed in particolare quello suicida, non ha lo scopo di infliggere danni al presunto “nemico” – tragicamente i suoi risultati sono irrisori se considerati quantitativamente – bensì di rinforzare l’ideologia del gruppo che uccide, gruppo che si sentirebbe altrimenti sconfitto. E’ la chiara attestazione di un gruppo che non ha idee e che cerca di mascherare con fatti eclatanti, che intendono incutere terrore, la sua incapacità ad affrontare il reale. Il gruppo che utilizza il terrorismo suicida ne ha bisogno per sentirsi vivo ed importante, quando si accorge che molti dei suoi sono tentati di abbandonare l’ideologia – a volte religiosa – di origine. Non avendo argomenti per trattenere i propri aderenti, inventa fatti “esplosivi” per essere in prima pagina. Mentre oggi – e da tempo – preghiamo per la scelta del nuovo presidente dei vescovi italiani, come del nuovo vicario di Roma e dei nuovi vescovi di importanti città d’Italia, preghiamo anche perché tutti i leader religiosi sappiano indicare quali sono le vie per integrare fede e modernità, credo religioso e libero scambio delle idee, amore a Dio e amore degli uomini, per mostrare l’assoluta “inutilità” di uccidersi e uccidere, ed anzi indicare il fatto che sia il principe del male ad impadronirsi dei gruppi che hanno un vuoto di idee assoluto

 

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