Umberto Veronesi: vita, morte, opere e… ironia della sorte!

C’è un momento in cui in genere tutti diventano belli buoni e bravi in tutto: è il momento della morte.
In questa occasione a Umberto Veronesi la sorte ha tirato uno strano scherzo: morire il giorno della vittoria elettorale di Trump! Si passa in secondo piano e anche i panegirici si riducono.
Ripensando a lui però non possono non essere spese alcune considerazioni.
È stato sicuramente medico e spesse volte scienziato; chirurgo innovativo, in passato, su alcune neoplasie molto diffuse nella popolazione. Sicuramente è stato anche un valido organizzatore sapendo mettere in piedi un istituto ambizioso come lo IEO e una fondazione divulgativa come quella che porta il suo nome. Pur non strettamente scientifiche, tali attività sono innegabilmente utili a portare avanti progetti e percorsi di studio e metodo: quale che sia il fine, tale managerialità andrebbe da molti appresa!

Il rischio, diventando famosi, è che si diventi opinion leader: che male c’è? Forse nelle scienze un po’ c’è! Si rischia di pubblicare tante (o troppe!) opinioni (su riviste non scientifiche) che non devono passare il vaglio della revisione dei pari. Sembra niente a chi non è scienziato, ma lascia un po’ stupiti vedere che in ambiti anche con risvolti molto tecnici come l’alimentazione, il fine vita, il dolore ci sia una enorme discrepanza cercando i suoi lavori in PubMed in lingua inglese piuttosto che in Google in lingua italiana. Nel mondo scientifico si è tenuti a dimostrare e a sottoporre i propri scritti alla revisione di pari grado che convalidino ciò che si vuole dire. Le opinioni sono altro: sono pensieri personali, più o meno condivisibili, rispettabili solo finché non si possa dimostrare la realtà dei fatti.

Allo scienziato e al medico un grato pensiero per la innegabilmente valida attività.
All’opinionista il rispetto per quelle idee più o meno condivisibili, purché non spacciate per certezze scientifiche quando tali non sono.
All’incredulo agnostico, che oggi non debba dire “ad averlo saputo…”
All’anziano uomo famoso che ha in sorte di lasciare la scena terrena il giorno della vittoria di Trump …. che dire! Capita!

Carlo Lovati

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