Premio Nobel per la Letteratura a Bob Dylan

E’ giunta la notizia che tutti gli appassionati di musica e letteratura attendevano da anni: a Bob Dylan è stato conferito il Premio Nobel per la Letteratura, alla veneranda età di settantacinque anni, e dopo quasi sessant’anni di più che onorata carriera.

Le motivazioni del Nobel 2016 sono per “aver creato una nuova espressione poetica nell’ambito della tradizione della grande canzone americana“. Le sue canzoni, oltre a diventare inni per intere generazioni, hanno segnato l’incontro di un linguaggio nuovo, tra musica e poesia, letteratura e arte.

Bob Dylan, originario di una famiglia ebrea, muove i suoi primi passi agli inizi degli anni ’60, cavalcando l’onda della cosiddetta “folk protest song”, optando per un vestito sonoro molto scarno, fatto di voce e chitarra, e al limite armonica a bocca. Di questo periodo sono da segnalare capolavori enormi come The Freewheelin’ Bob Dylan e The times they are a-changin’, pubblicati rispettivamente nel 1963 e nel 1964, con testi pregni di poesia e impegno civile, emblemi di una generazione che rifiutava la logica del denaro e della guerra Il testo di Blowin’ in the wind è diventata l’icona pacifista per eccellenza, tra domande esistenziali, quesiti irrisolti, e apertura ad una speranza che è sempre portata nel vento.

Nel bel mezzo degli anni ’60 avviene la sua famosissima “svolta elettrica”, con un cambiamento sostanziale, che molti nasi fece storcere ai puristi della protest folk song, ma che aprì difatti una breccia per il cantautorato impegnato verso il rock. Highway 61 Revisited e Blonde on blonde sono pietre miliari autentiche di tutta la storia del rock, impetuosi come le urla che fecero crollare le mura di Gerico. Questa era Like a rolling stone!

Dylan nel tempo è stato di tutto: il predicatore della nuova generazione, il fuorilegge, l’amante e l’uomo di fede (celebre la fase della sua conversione cristiana verso la fine degli anni ’70, e anche il famoso incontro nel 1997 con Giovanni Paolo II al Congresso Eucaristico di Bologna). Un uomo che da solo è un monumento vivente, e che a modo suo (cioè scomparendo nel nulla) sta celebrando questa vittoria! Con buona pace di Baricco e di tutti coloro per il quale il Premio Nobel per la Letteratura sarebbe stato meglio darlo ad altri…

z

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *