Pasta Rummo: lenta lavorazione, grande resilienza

Non mi sono neanche accorto che sotto di me vi fosse il “fiume” Calore (fiume…. beh dai, il torrente) perché ero concentrato nel trovare la strada giusta per giungere al Pastificio Rummo.

Eppure la notte tra il 14 e il 15 ottobre del 2015 (neanche tre anni fa) quel fiume (torrente) si è ingrossato improvvisamente, ha creato un’onda di oltre sette metri che ha invaso la zona industriale e distrutto quasi tutto lo stabilimento della Rummo Spa e i giorni seguenti tutti abbiamo conosciuto questa storica realtà grazie all’iniziativa #saveRummo.

Federica, dell’ufficio acquisti, mi indica il torrente dalla finestra del suo ufficio posto al  secondo piano dello stabilimento dove da allora tutti gli amministrativi si sono ritirati, stringendosi il più possibile.

Non fa paura oggi il torrente però la scritta prima dell’ascensore che recita: “Livello Acqua 2 metri e 60 centimetri” è ancora lì come lo è nei ricordi di tutti i titolari e dipendenti del Pastificio Rummo che dopo quella improvvisa tragedia, alle 11 del mattino erano già in armonia a spalare il fango, guidati da Cosimo Rummo, l’attuale presidente, capostipite della quinta generazione di Rummo.

Non voglio però raccontare quello che è stato (trovate notizie e video ovunque) ma solo quello che ho vissuto come faccio spesso nel mio girovagare per lavoro che mi porta a conoscere eccellenze d’Italia ma, in particolar modo, super eccellenze del Sud Italia.

Alla riunione “tecnica” per valutare una nostra bilancia, a un certo punto ci ha raggiunto Cosimo Rummo sia per il piacere di conoscere un “Gibertini” sia per chiedere alcune informazioni.

Ho respirato un clima ottimo, di allegria, collaborazione, serenità e confronto (il segreto della loro rinascita, il segreto del loro successo) e mi sono trovato subito a mio agio, non ho timore a dire, in famiglia. Credo che l’Italia che lavora sia fondamentalmente questo: una famiglia di tante famiglie di imprenditori.

Poi Federica e Luigi mi hanno accompagnato, orgogliosi, nel giro dell’azienda e io, meravigliato come un “fanciullino”, ho visto dove nasce la pasta, come viene selezionata, tagliata, impacchettata, controllata, inscatolata e tutto con qualità quasi sempre italiana, anche nei macchinari rimessi a lucido dopo l’alluvione e ora perfettamente funzionanti.

E questa sera che sono qui nell’abbraccio dei miei figli, mentre ci gustiamo un piatto di Mezze Penne Rigate n.28 a Lenta Lavorazione, gentilmente regalatomi da Cosimo nel pacco famiglia, ho capito che questa pasta rappresenta l’Italia che non si arrende tutta, non solo quella imprenditoriale, perciò per me da oggi questa è anche la Pasta della Resilienza.

rummo

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