Lo Speculum Dianae: Il Lago di Nemi

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Non è facile, al giorno d’oggi, sentirsi soddisfatti del proprio tipo di lavoro. Nella maggior parte dei casi si è scesi a compromessi pur di ricevere un compenso mensile degno di essere chiamato salario, nella visione più neoclassica del termine.

Io mi ritengo invece fortunata, approdata nella squadra di un ente pubblico come l’Arpalazio (vi invito ad apprezzarne l’impegno nelle attività di controlli ambientali sul sito www.Arpalazio.it) all’interno del quale, oltre all’attività amministrativa, mi dà l’opportunità di svolgere in campo un’esperienza ineguagliabile attraverso l’esercizio di monitoraggi ambientali per le acque di balneazione, portandomi in posti splendidi dove poter ammirare siti di rara bellezza che solo l’Italia può regalarci.

Durante il mio servizio esterno di ieri ad esempio, ho avuto il piacere di recarmi al Lago di Nemi (Lacus Nemorensis, o Speculum Dianae), bomboniera di origine vulcanica quasi incontaminata incastonata nel territorio dei castelli romani e, malgrado ciò, a pochi chilometri dal caos cittadino.

Vi invito a dedicarvi una domenica con le vostre famiglie per poter visitare il lago (che in realtà è sprovvisto di spiagge balneabili, tranne una sita a sud e raggiungibile attraverso una stradina di campagna molto caratteristica e contornata da vegetazione) e di fare un bel bagno rilassante in acque pulite e calme. A poca distanza c’è anche un’area picnic proprio accanto alle rovine del Tempio di Diana.

Nel pomeriggio non potete non soffermarvi alla visita del Museo delle Navi Romane che custodisce gelosamente i resti di quelle che l’antica leggenda narra fossero antiche navi romane.

Percorrendo la Via Francigena, si sale per quattro chilometri senza mai perdere di vista un affaccio meraviglioso sul lago, fino a giungere alla porta del paese di Nemi per entrare nella rocca antica ed accedere ad un paesino ricco di fiori, di colori, di profumi, di cenni storici.

Durante la passeggiata nel paese non perdete l’occasione di degustare le tanto famose fragoline di Nemi, coltivate lungo le sue rive.

Insomma, spero di avervi incuriosito abbastanza e buona esplorazione a tutti!

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