L’invisibile presenza dei volontari Amical

Il 30 settembre scorso si è svolta la terza edizione della Festa della Solidarietà organizzata dall’Amical presso la Scuola Oasi Celestina Donati di Roma.

Il Padre Eterno ha voluto partecipare alla giornata dando il suo contributo fondamentale ovvero garantendo, per tutto il pomeriggio fino a sera inoltrata, il bel tempo in modo da permettere lo svolgimento gioioso e completo di tutte le numerose attività previste: dal torneo di calcio, al pattinaggio, al ballo, ai giochi, alle animazioni di numerosi artisti e musicisti fino agli stand del cibo, dei dolci e delle bevande.

Al Padre Eterno poi hanno dato una mano incredibile numerosi e invisibili volontari dell’Amical che hanno contribuito all’ottima riuscita della festa.

Perché voglio usare soprattutto il termine invisibile?

Perché ho girato in lungo e in largo per la festa e non ho “visto” le suore dell’Oasi Calasanziane, non ho visto le maestre della scuola, non ho visto le mamme e i papà dei bambini che vengono in questa scuola, non ho visto i volontari dell’Amical grandi e piccoli (grande plauso ai giovani ragazzi del nuovo gruppo di volontari e a chi li coordina).

Non li ho visti perché erano assenti?

No. Erano “invisibili” all’opera e per questo ben presenti. Ho visto una suora e una maestra sotto la tenda a fare il trucca bimbi per tutta la giornata, instancabili col pennello in mano, a dipingere uno ad uno i bambini e le bambine. Ho visto una maestra e una mamma a pulire i bagni tutto il giorno e un’altra maestra a fare le crepes insieme a qualche papà e qualche giovane volontario. Ho visto la segretaria e suo marito e tanti altri papà in cucina e poi ai tavoli a servire pasta e arrosticini. Ho visto giovani educatori girare col megafono per invitare a giocare o correre avanti e indietro per sistemare le problematiche dell’ultimo momento sotto la supervisione paterna dei veterani dell’Amical, quei volontari che sono lì da sempre e non fanno mai mancare il loro gioioso supporto e sorriso.

Ho visto tanta gente, ma davvero tanta, felice e partecipante: alcuni ex alunni ora genitori, molti genitori affidatari dei figli passati da questa struttura, molti alunni attuali della scuola, tanti curiosi o amici dell’opera delle calasanziane che in questo quartiere di Roma è ben nota e rispettata.

Poi, spente le luci della festa, li ho visti tutti gli “invisibili” delle calasanziane, emergere dal loro “ruolo di volontario” per concedersi una meritata pausa prima di iniziare a smontare gli stand e raccogliere le sedie.

Li ho riconosciuti perché tutti indossavano la maglia con scritto: “Il mondo si salva un bambino alla volta”. Poi li ho visti ripartire ognuno per la sua missione quotidiana: chi quella di Suora che gestisce la struttura e il giorno dopo è già in classe a fare lezione; chi quella di genitore coi figli da crescere in questi tempi difficili ma belli; chi quella di giovane che sta crescendo e sta cercando la propria strada; chi quella di ragazzo che l’indomani deve essere sui banchi di scuola.

Sono tornato a casa felice perché consapevole di aver scoperto il segreto delle Calasanziane e dei volontari Amical. Mi sono venute in mente le parole del Piccolo Principe: “Ecco il mio segreto. È molto semplice: non si vede bene che col cuore. L’essenziale è invisibile agli occhi”.

Ecco. L’essenziale, il volontariato, la nostra missione di cristiani in questa terra, è invisibile agli occhi ma i suoi risultati si vedono, eccome se si vedono.

amical

One comment

  • EMANUELA Condoluci

    Io vorrei dire grazie alle suore Calasanziane e alla loro presenza
    nella mia vita.
    Quel poco che riesco a fare mi reca enorme pace e gioia…e per questo dico grazie al Signore di essere cersciuta fin dalla scuola materna nella vostra scuola poi con le mie figlie e adesso con tutti
    I volontari dell’Amical.

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