L’amministratore disonesto: una simpatica e geniale parabola di Gesù

XXV Domenicadel Tempo Ordinario
Lc 16,1-13

Un amministratore disonesto è preso da Gesù come modello del discepolo in gamba! Ma è uno scherzo? O Gesù ha preso un abbaglio o noi abbiamo ricevuto in consegna una pagina di Vangelo in piena contraddizione con lo spirito delle beatitudini e soprattutto in evidente contrasto con la morale del settimo comandamento, che ci impegna all’onestà circa le scelte economiche.

Nessun inganno. Il Vangelo di Luca nel capitolo 16 ci fornisce una simpatica e geniale parabola di Gesù. Antefatto in sintesi: un uomo viene licenziato perché colto dal suo datore di lavoro per i conti che non tornano. Poiché si immagina un futuro buio e umiliante da accattone o peggio un probabile impiego da operaio, e lui vede ancora più improbabile che si rimbocchi le maniche, poiché non l’ha mai fatto finora e né ha voglia di intraprendere una vita lavorativa, cosa fa? Nel’astuzia continua a fare per poco ancora ciò che gli riesce bene: imbrogliare i numeri e i conti sul bilancio. Abbassando e dimezzando i debiti dei creditori del suo padrone, si è guadagnato dei buoni amici che lo aiuteranno nell’imminente periodo di disoccupazione. E Gesù lo onora dei suoi complimenti!

Piano, però. Si tratta di una parabola, non un invito a frodare in banca o nella finanza familiare o sociale. Il Maestro ci interpella: siate in gamba nelle cose di Dio, come l’amministratore è stato in gamba nei suoi affari. Sì, il cristiano non può essere un idealista che vive solo di buone intenzioni. Una frase del Curato d’Ars dice che “la strada che conduce alla perdizione è lastricata di buone intenzioni”. Occorre impegno serio e voglia di ricominciare sempre, senza perdersi d’animo. La frase chiave di oggi è proprio quando l ‘uomo dice: “So io che cosa farò”.

In altre parole oggi il Vangelo è un simpatico ed efficace invito a non mollare mai, a non darla mai vinta al male, al peccato e a nessun tipo di scoraggiamento. Se un uomo disonesto riesce a non rimanere solo, quanto più noi “figli della luce”, battezzati e amici di Cristo possiamo sempre trovare pace e sicurezza nel cuore e comunione attorno a noi. Bisogna fidarsi, affidarsi e camminare.

Buona Domenica! don Domenico Savio –

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