Il coraggio della vita: la testimonianza di Claudia Cardinale

Torno per un attimo allo scorso anno, quando scoppiò in maniera piuttosto fragorosa lo scandalo Weinstein, il famoso produttore americano che nel corso degli anni aveva molestato e addirittura violentato decine e decine di attrici (compresa l’italiana Asia Argento). Seguirono settimane e settimane di intense polemiche, intensificato dalla denuncia sociale delle attrici vittime che si raccolsero nel Movimento #MeToo, chiedendo ad a tutte le donne dello spettacolo di alzare finalmente la voce e di non accettare più una simile condizione.

Come spesso succede, scandali come quello aprono il cosiddetto “vaso di Pandora”, e non furono poche le attrici e le donne di spettacolo che raccontarono le loro tristi esperienze. Tra tutte queste però, una mi ha colpito profondamente, ed è quella delle bellissima e straordinaria attrice Claudia Cardinale (a mio personale avviso, assieme a Brigitte Bardot, una delle donne del cinema più belle di sempre). In un’intervista rilasciata al Corriere della Sera, Claudia raccontò la sua esperienza.

Questo il passaggio centrale del suo racconto: “Stavo vivendo, in quel periodo, un momento molto delicato della mia vita. Un uomo che non conoscevo, molto più grande di me, mi costrinse a salire in auto e mi violentò. È stato terribile, ma la cosa più bella è che da quella violenza nacque il mio meraviglioso Patrick. Io infatti, nonostante fosse una situazione molto complicata per una ragazza madre, decisi di non abortire. Quando quell’uomo seppe della mia gravidanza, si rifece vivo, pretendendo che abortissi. Neanche per un attimo pensai a disfarmi della mia creatura! Ne parlai con i miei meravigliosi genitori e con mia sorella Blanche e tutti insieme decidemmo che il mio bambino sarebbe cresciuto in famiglia, come un fratello minore”.

Mi ha colpito il coraggio di non darla vinta al mostro che approfittò di lei, e che si era rifatto vivo giusto per impedirle che lei proseguisse la gravidanza. Mi rendo conto che non per tutte le donne vittime di violenza con la conseguente gravidanza è semplice partorire il figlio del mostro che abusato di lei, ma nelle parole della Cardinale leggo l’invito a non arrendersi, a non pensare che quello che porta in grembo sia il frutto di una violenza, ma soprattutto che quello è tuo figlio, e che bisogna proteggerlo soprattutto da un padre orco. E ad una cultura dominante che non vede altre soluzioni se non l’aborto, questa testimonianza ci ricorda che è sempre possibile guardare alla vita con gli occhi del cuore e della speranza!

z

One comment

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.