Il caso di Charlie Gard e la civiltà del “diritto” che tutela la filosofia della morte!

E’ stato uno dei casi che ha più scosso l’opinione pubblica in Inghilterra e non: quello del piccolo Charlie Gard, affetto da una rara malattia genetica, e che vive praticamente in terapia intensiva da ormai dieci mesi. I genitori hanno fatto di tutto pur di assicurare al piccolino un trattamento di cure adeguato, ma questo li ha portati a sbattere contro la cosiddetta “filosofia del diritto”, che ha portato le istituzioni a ritenere se non fosse il caso di “staccare la spina” al piccolino. La corsa dei genitori ieri però ha sbattuto contro una sentenza della Corte Europea per i diritti (diciamo così) “umani”, che ha ritenuto che fosse superfluo ormai procedere con le cure, e dunque plausibile la loro sospensione, condannando difatti il piccolino ad una morte precoce.

Il tema dell’eutanasia è particolarmente delicato, e di certo non mi dilungherò con giudizi affrettati e soprattutto ammantati da bieco ideologismo, ma quando penso a questo piccolino, non posso non pensare a mia figlia, e dire a me stesso cosa avrei fatto in una situazione analoga. Da padre ritengo che avrei fatto esattamente come questi due ragazzi, innamorati del loro bambino, che si aggrappano alla vita, la difendono e alimentano la speranza. Questo perché sono spinti da genuino amore per il figlio, che per loro non è un problema, ma una creatura da custodire, amare, in qualsiasi condizione!

Pertanto mi scaturiscono alcune riflessioni: uno Stato che ha la pretesa di creare lui stesso la verità diventa uno Stato etico, arbitro unico del destino degli esseri umani.
Uno Stato che perde i valori (metafisicamente fondati) della vita e della persona si può trasformare facilmente in totalitarismo, non riconoscendo più una legge naturale oggettiva.
Uno Stato che si sostituisce ai genitori toglie loro il diritto di esserlo.
Uno Stato che non ha la forza e la volontà di lottare per difendere la vita, ritenendo che a certe condizioni “non ne vale la pena”, ha come logica solo quella del denaro e non quella dell’umanità. 


Oggi abbiamo assistito all’ennesima trasformazione della forza del diritto in diritto della forza.
Oggi è stato dimenticato un principio fondamentale: che nessuno ha il diritto di togliere la vita!

Oggi si è confermata l’idea che morire vale più di vivere, e tutto questo non rende la nostra società migliore, checché ne dicano i tutori delle finte tolleranze e delle finte libertà di pensiero! Del resto come può esserci libertà se non c’è la vita?

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