Enzo Biagi racconta di quando Don Zeno “vestì” 600 bambini “…nudi come i gigli dei campi” (1959)

Don Zeno scoprì che a Roncole c’erano seicento bambini, e la metà erano figli di braccianti, o di operai, o di nessuno. E molti non avevano né abiti né scarpe. “Nudi, – dice – come i gigli dei campi e gli uccelli dell’aria, e decisi che bisognava vestirli. Lei conosce la nebbia e il gelo delle nostre campagne. E io li volevo tutti belli, niente gambe rosse, tutti con la camicina bianca, e del buon panno addosso”.

Predicò agli uomini e alle donne di Roncole: “Se tutti i bimbi di questa parrocchia non avranno abito e scarpe io toglierò la croce dal campanile, perché vorrà dire che l’occhio di Dio non può fissarsi su queste case. Voglio che addobbiate la chiesa con le stoffe più preziose. E fate venire i sarti di Modena e dai paesi vicini, perché tutto deve essere fatto a dovere”.

Così un giorno il Vescovo di Carpi fu invitato ad onorare una strana cerimonia: seicento bambini con il vestito della festa, lo accompagnarono in processione: egli portava il Santissimo, quattro giovinetti reggevano un leggero baldacchino. Non c’era nessun grande, nel corteo, ogni tanto si vedevano volare i cappelli dei bambini, buttati allegramente in aria. Il Vescovo piangeva, e anche i grandi piangevano.

Enzo Biagi

(LA STAMPA, Torino, 21 giugno 1959)

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