Dal “Non abbiate paura” del Papa al “Non dovete avere paura” di Vasco

A fatica mi sono ripreso dal concerto del Komandante Vasco Rossi di qualche giorno fa a Roma. Inutile dire che quando ti piace un cantante accetti quasi tutto di lui, se invece non ti è simpatico va tutto male quindi so che questo mio buongiorgio è sicuramente di parte. Però lo scrivo lo stesso.

E’ il mio quarto concerto di Vasco Rossi in questi anni, il primo risale ad oltre 20 anni fa, l’ultimo a lunedi scorso appunto.

vasco

Vasco è segnatamente cambiato in un aspetto e ora vi dirò, secondo me, quale. Sicuramente è rimasto coinvolgente e travolgente, un rocker; indubbiamente gli piace essere lievemente volgare in alcuni gesti, stimolato anche da alcune ragazze che non esitano a restare mezze nude (la parte sopra) dopo avergli lanciato sul palco il reggiseno però….

La sensazione “diversa” che ho avuto al concerto LiveKom017 è stata quella di un Vasco che si è messo a trattare i suoi fans come fosse un padre, uno zio più vecchio e un po’ preoccupato.

Vasco non fa prediche sul vivere bene (come potrebbe farle), non fa discorsi lunghi (più che altro canta ai concerti, e questo è positivo) ma stravolge il concetto di Vita Spericolata di una volta adattandolo ai tempi, dicendoci che la nostra è una vita spericolata, in bilico sulle difficoltà di oggi.

Più di una volta ha ripetuto “Non dovete avere paura” e poi “Ce la farete tutti” , strascicando le ultime vocali e girandosi di spalle con le dita della mano destra aperte.

Non voglio parlare di conversione, non voglio parlare di Dio, non voglio parlare di niente se non della sensazione che ho avuto, commuovendomi, quando ha ripetuto queste frasi, quasi conoscesse davvero il vissuto di ognuno di noi, la fatica che abbiamo fatto anche solo per pagarci quel biglietto per l’Olimpico.

Io ho cantato e sentito questo.

 

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