Corruzione e mafia: arriva la scomunica della Chiesa!

Sta circolando una notizia che, se confermata, porterebbe un durissimo colpo alla logica della criminalità organizzata: Papa Francesco sta seriamente pensando alla scomunica latae sententiae per corrotti e mafiosi.

La Chiesa ha sempre preso le distanze dalle logiche criminali, nonostante però non sempre si possa proprio dire che l’impegno sia stato di tutti, e spesso ci si è lasciati corrompere o abbindolare dalla falsa devozione o dalle false lotte contro il comunismo e la rivoluzione (per qualcuno addirittura la mafia era un’invenzione dei comunisti). Sono semplicemente vergognose le scene delle processioni che rendono omaggio ai boss, e blasfemo il linguaggio criminale che fa man bassa del simbolismo religioso per affermare il proprio potere.

Ma in questo momento non si possono dimenticare i sacrifici di due grandi sacerdoti come don Pino Puglisi, ucciso da Cosa Nostra per mandato dei fratelli Graviano nel 1993, e don Peppe Diana, ucciso dalla Camorra per mandato dei Casalesi nel 1994. Non si può dimenticare il sacrificio di Rosario Livatino, il “giudice ragazzino”, per il quale è stato aperto il processo di beatificazione, ucciso nel 1990. E non si può non ascoltare il grido silenzioso di tante persone oneste costrette al sacrificio e alla sofferenza, per colpa di un potere stritolatore e uno Stato assente.

Ed è così che rimbombano ancora le dure parole di Giovanni Paolo II nella valle dei Templi di Agrigento il 9 maggio 1993: “Convertitevi! Una volta verrà il giudizio di Dio!”.

E rimbombano anche le dure parole di Papa Francesco, pronunciate nella Chiesa di San Gregorio VII a Roma: “Convertitevi o per voi ci sarà l’inferno!”.

Ed in questi giorni, quando il caso Riina è tornato all’attenzione dell’opinione pubblica, a venticinque anni dalle stragi di Capaci e Via D’Amelio, la Chiesa sta pensando proprio ad un gesto fortissimo, che ci si aspettava da tanto tempo. Prendo in prestito alcune parole di Peppino Impastato (vado a memoria): “Se la Chiesa mettesse lo stesso impegno che ha per condannare gli atti impuri nella lotta alla mafia, questa sparirebbe nel giro di pochissimo tempo”.

Cristianesimo e logica criminale sono totalmente incompatibili, ed un gesto forte, di ferma condanna (che comunque non esclude la misericordia di fronte al pentimento e alla conversione), oggi non può che essere profetico!

 

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