Considerazioni sulla “Mafia del Gargano”

Nel “profondo sud” si muore per lavoro, e si muore perché spesso non si hanno alternative. Se queste ci fossero probabilmente non ci sarebbe il caporalato, il lavoro nero sfruttato, il continuo ricatto del “prendere o lasciare”, che spesso si traduce con “vivere o morire”. La criminalità poi ha preso piede in maniera spaventosa, relegando questa terra al regresso permanente, alimentato da omertà e paura. Ma la cosa che mi procura rabbia è il veder considerare questa situazione esclusivamente come piaga meridionale, e pertanto confinarla nella cronaca locale, impedendo difatti alla gente il giusto riscatto sociale, soffocando nella solitudine la voce di chi chiede giustizia. Il commercio illegale delle armi, il narcotraffico, la prostituzione, il gioco d’azzardo, l’estorsione, non sono solo “questioni meridionali”, ma gli elementi proficui degli affari delle mafie! Non lasciamo confinare queste piaghe tra le cronache locali! Questa non è “mafia da serie B”!

 

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