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Quando incontrai Giovanni Paolo II, scrissi questa poesia “col pianto nelle gambe”

Giorgio Gibertini in ginocchio da Giovanni Paolo II

Oggi è la festa di San Giovanni Paolo II, il Papa col quale siamo nati e cresciuti noi quarantenni e cinquantenni di oggi (forse anche i trentenni, dai). Qualche giorno fa il bravo Pasquale ha qui ricordato l’anniversario della sua elezione al soglio pontificio. Io voglio oggi ricordarvi la poesia che scrissi dopo averlo incontrato nel maggio del 2003, grazie al fatto che allora ero responsabile nazionale dei Giovani del Movimento per la vita Italiano. Ricordo ancora la lunga fila

La felicità è alla portata di tutti

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Pubblico spesso sui social, o sul mio blog personale, fotografie di luoghi che incontro, anche casualmente, nel mio viaggiare per lavoro. Mi occupo dell’azienda di famiglia e lavoro nell’ambito delle bilance di precisioni e dei prodotti e strumentazione per enologia, e seguo sei regioni, Lazio, Umbria, Marche, Abruzzo, Molise e Campania. Il lavoro mi piace anche se sto spesso lontano da casa e dai figli e il guadagno, in questi tempi di crisi, è quello che è, ma per ora andiamo

L’uomo venuto da un paese lontano

16-10-1978  PAPA GIOVANNI PAOLO II SALUTA DALLA FINESTRA SUBITO DOPO LA SUA ELEZIONE PONTIFICIA

Carissimi fratelli e sorelle, siamo ancora tutti addolorati dopo la morte del nostro amatissimo Papa Giovanni Paolo I. Ed ecco che gli Eminentissimi Cardinali hanno chiamato un nuovo vescovo di Roma. Lo hanno chiamato da un paese lontano… lontano, ma sempre così vicino per la comunione nella fede e nella tradizione cristiana. Ho avuto paura nel ricevere questa nomina, ma l’ho fatto nello spirito dell’ubbidienza verso Nostro Signore Gesù Cristo e nella fiducia totale verso la sua Madre, la Madonna

Ho capito che cosa vuol dire essere Missionario

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Padre Marco è stato venticinque anni missionario in Guinea Bissau e ora invece è tornato a Roma per gestire una casa del Pime in zona Pineta Sacchetti. Prende la parola per l’omelia dal pulpito della nostra Parrocchia San Lino e subito si capisce di che stoffa è fatto: quella, diresti, dei missionari di una volta. L’omelia è fatta a racconti. Ricorda che quando partì per la Missione gli fu data solo la Croce e dicendolo mostra a tutti noi un

Sarà Valentino ad aprirci la porta del Paradiso

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«Sarà Valentino ad aprirci la porta del Paradiso, uno degli ultimi che diventa primo, come dice il Vangelo. Sarà lui uno dei giudici che misurerà con quanto amore siamo stati capaci di amare». Mi piace iniziare così, riprendendo le parole di chi mi ha preceduto nel lasciare un ricordo del nostro caro amico Valentin. Sì, proprio così: amico. Sembrava strano anche a me, uno o due anni fa, parlare di amicizia (vera) con un povero. Sebbene frequenti la Comunità di

Oggi festeggio il mio primo anno di…dialisi!

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Oggi festeggio un compleanno speciale: non compio gli anni, non è l’anniversario della mia entrata in convento ma sulla mia torta c’è una candelina! Oggi è un anno esatto che sono in dialisi e festeggio tutti i nuovi incontri che ho avuto la possibilità di fare, tutti i nuovi amici in dialisi che mi sono fatta … i medici che con attenzione mi hanno curata, i medici con cui sono diventata amica, gli infermieri che con pazienza mi assistono 3

Gli ultimi saranno i primi: ciao Valentino!

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Non lo conoscevo di persona, ma mi capitava spesso di vederlo seduto all’ultimo banco a messa nella mia parrocchia di San Lino, con il suo rosario al collo. Valentino era uno degli “ultimi”, uno di quelle persone sfortunate, a cui la vita ha riservato poche soddisfazioni. Mi diceva l’amico Alessandro Bianchi (che si occupava spesso di lui), che era vittima dell’alcool, e che spesso lo ritrovavano nella Pineta Sacchetti riverso per terra a causa delle sue bevute. Ma nello stesso

Inno alla vita!

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Questa mattina mi risuonano nella mente queste parole di Madre Teresa, e ho pensato che possiamo centuplicare questo inno alla vita! La vita è un’opportunità, coglila. La vita è bellezza, ammirala. La vita è beatitudine, assaporala. La vita è un sogno, fanne una realtà. La vita è una sfida, affrontala. La vita è un dovere, compilo. La vita è un gioco, giocalo. La vita è preziosa, conservala. La vita è una ricchezza, conservala. La vita è amore, godine. La vita

Papa Francesco è venuto a vivere a casa nostra

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Appena uscita l’Amoris Laetitia l’ho scaricata sul tablet in formato pdf (giuro, ho finito con le parolacce anglosassoni) e me la sono letta tutta d’un fiato nel viaggio di andata per Milano. Al ritorno invece mi sono divertito a sfogliare i giornali italiani per ridere di quei titoloni falsi e tendenziosi che accompagnavano la pubblicazione della Esortazione Apostolica sull’Amore nella Famiglia. Come spesso accade molti colleghi giornalisti non leggono il testo intero ma solo qualche riassunto e ci costruiscono su

Inaccettabile l’uso della parola “mongoloide” anche se a dirla è Marco Travaglio

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Paolo Virgilio Grillo presidente AIPD: “Gentile dottor Travaglio, vorrei entrare nel merito delle sue considerazioni per farle capire meglio la nostra indignazione. Il problema a mio avviso è nell’uso stesso della parola “mongoloide”, cosi come di “handicappato” o “ritardato mentale” a prescindere dal loro contesto. Sono parole che venivano ampiamente utilizzate fino agli anni ’80, ma da allora lunga strada è stata percorsa perché potessero essere utilizzati termini nuovi, piu’ autenticamente legati alla condizione e rispettosi della dignità delle persone

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