Ricordo di Jolanda, la mamma di Don Peppe Diana

E don Peppe salì sui tetti e cominciò a gridare. Lui, prete, studioso della Bibbia, amante del suo popolo, della sua terra, prima di tutti noi, comprese che il tempo di tenere le mani in tasca, anche se pulite e profumate d’ incenso, era finito. Che amare veramente il prossimo, in Terra di lavoro, voleva dire liberarlo dalla paura e dall’oppressione della camorra. Lo fece. Per amore, lo fece. Tutti, a cominciare da Jolanda, sapevamo che i camorristi gliel’avrebbero fatta pagare. Avvenne.
Alla vigilia della primavera del 1994, don Peppe Diana, vigliaccamente, veniva trucidato, nella sua chiesa, al suo paese. Mamma Jolanda in questi anni ha pianto tutte le sue lacrime. Ma anche ha potuto vedere quante spighe rigogliose e belle sono spuntate dal terreno irrorato dal sangue versato da suo figlio. Grazie, Jolanda.

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Di Dio si può soltanto tacere: la storia di Gaetano e la sua SLA

La vita è un dono immenso, ma rimane per tutti, credenti, atei, agnostici, un mistero altrettanto grande. Ci attraversa, ci accarezza, ci invecchia, ci sfugge. Chi crede, gode della consolazione della fede, dell’abbraccio caldo di Dio, della compagnia dei santi, ma non possiede le chiavi per comprendere tutto. Alla fine di ogni riflessione c’è sempre qualcosa che non torna e che ci lascia nella condizione del povero che continua a mendicare.

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