Articoli di: Redazione Redazione

Ogni anno da Montecelio al Divino Amore in un percorso personale e comunitario

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Come tutti gli anni il sabato che precede la Pentecoste, la comunità di Montecelio, carica di intenzioni, parte alla volta del Santuario Madonna del Divino Amore che si trova sulla via Ardeatina a Roma . Prima dell’alba, intorno alle 3,30, i pellegrini di riuniscono davanti alla Chiesa principale del paese, in attesa che il parroco Padre Bernard Hylla apra la chiesa dando a tutti loro la benedizione e raccomandando di riflettere, di leggersi interiormente, durante il tragitto per raggiungere il

Enzo Biagi racconta di quando Don Zeno “vestì” 600 bambini “…nudi come i gigli dei campi” (1959)

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Don Zeno scoprì che a Roncole c’erano seicento bambini, e la metà erano figli di braccianti, o di operai, o di nessuno. E molti non avevano né abiti né scarpe. “Nudi, – dice – come i gigli dei campi e gli uccelli dell’aria, e decisi che bisognava vestirli. Lei conosce la nebbia e il gelo delle nostre campagne. E io li volevo tutti belli, niente gambe rosse, tutti con la camicina bianca, e del buon panno addosso”. Predicò agli uomini

“Donna, questo è tuo figlio”. Così nacque Nomadelfia (David Maria Turoldo, 1951)

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Io stesso non so cosa dirvi di Nomadelfia. Quali parole del nostro vocabolario umano sono adatte a spiegare il miracolo dell’amore che le mamme e i babbi di Nomadelfia hanno scoperto nelle parole di Cristo, nelle ultime parole del Crocefisso, le più generose, le più pazze parole che siano mai state dette da un uomo? E che dire poi al pensiero che queste parole non erano neppure di un uomo, ma di un Dio che moriva per l’uomo? “Donna, ecco

Open Day Case famiglie della Comunità di Don Benzi

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Sabato 12 maggio 2018, ore 15-19: #iosonofamiglia In occasione del 50° anniversario della fondazione della Comunità Papa Giovanni XXIII ed in concomitanza della Giornata Mondiale della Famiglia, indetta dalle Nazioni Unite, la Comunità fondata da don Benzi apre le porte delle sue case famiglia in tutta Italia. Un’occasione unica per conoscere questa peculiare realtà di accoglienza e per incontrare i papà e le mamme che dedicano la loro vita 24 ore su 24, 365 giorni all’anno nel farsi famiglia nei confronti di chiunque necessiti

“I bambini sono come certi uccelli che in gabbia muoiono” don Zeno Saltini come lo racconta Oriana Fallaci (1952)

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“È stato tremendo” disse don Zeno. Non immaginate lo strazio di quei bambini strappati per la seconda volta alla loro mamma. Avevano perso la mamma e l’avevano ritrovata. Ed ora l’hanno ripersa. Sono arrivato a dire cose terribili, in quei giorni: mi chiedevo perché Dio non li avesse fatti morire con la loro madre”. Nella saletta di un bar… Don Zeno si passava le mani sui capelli bianchi e piangeva. “Vedete – disse – i bambini non sono come noi.

Nomadelfia e la “paura della bontà” (di Dino Buzzati, 17 marzo 1950)

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Chi semplicemente vive come a Nomadelfia, cioè secondo una legge di fraternità e disinteresse, può apparire strano, eccessivo, quasi indisponente. Di qui – perché negarlo? – certo diffuso scetticismo, o addirittura diffidenza, o perfino sospetto che laggiù a Nomadelfia, con la scusa della filantropia, si pratichi una sorta di non dichiarato comunismo. E molti, che in un primo momento si erano entusiasmati e, se avessero obbedito al cuore, avrebbero aiutato quella opera grandiosa, sono poi rimasti in forse, hanno trattenuto

A Vallorano di Venarotta si è svolta la premiazione di due concorsi per giovanissimi

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Bellissimo pomeriggio a Vallorano di Venarotta dove si è festeggiato il patrono San Giorgio Martire. Dopo la processione per le vie del paese, si è svolta la premiazione di ben due concorsi patrocinati dal Comune: uno fotografico, indetto dal comitato della piccola frazione e uno letterario, indetto dall’associazione Pianeta Genitori. Un momento di cultura e arte a cui molti ragazzi delle scuole medie di diversi plessi scolastici hanno voluto partecipato grazie all’ interessamento degli insegnanti, in particolare delle professoresse Santini

Il mio paese (l’Italia) è questo Alfie e ora è anche il tuo, e ti attende

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Italia, paese di santi poeti e sognatori. Non sono più abituata a sentire o a leggere complimenti per quello che è il mio paese: l’Italia. In aula insegnanti, al mattino, prima della campanella, si tessono quotidianamente le lodi di paesi nordici come la Norvegia, la Svezia per quanto riguarda la loro istruzione scolastica e soprattutto lo stipendio dei loro docenti, frasi accompagnate da: “un loro sì che…” sono all’ordine del giorno! Entrare in un qualsiasi esercizio pubblico ti pone immancabilmente

Il Centuplo quaggiù vuol dire adozioni internazionali e tanta Provvidenza

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Quando due anni fa ci fu consigliato, dall’editore più inesperto del mondo, di scrivere un libro, dopo i primi due secondi di orgoglio, la ragionevolezza prese il sopravvento e dicemmo fermamente che non era assolutamente nelle nostre corde. Sei mesi dopo, il 13 maggio 2017, usciva “Il Centuplo Quaggiù”; dimostrazione per assurdo della nostra incapacità di scrivere qualcosa di interessante su un tema che è allo stesso tempo, poco trattato e troppo trattato, poco comune e molto comune, ma soprattutto

“Ma volete davvero uccidere il mio bambino?” Il bello di Alfie

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Prima che tutti si sveglino in casa mia c’è una calma irreale. Posso guardare dalla finestra e assaporare il salmastro del mare, la pace insomma. Una pace che si prova quando si ringrazia per quello che si ha, quando si desidera quello che si ha già. In questi momenti, in cui la mia testa non è impegnata a pianificare la giornata, Lodo Dio con tutta me stessa e ricordo il mio mondo, fatto di un marito e padre amorevole che

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