A chi fa paura il burkini?

Sono giorni in cui siamo letteralmente subissati dai media sulla questione del burkini, e sulla proposta del Primo Ministro Francese Manuel Valls di vietarlo nei lidi balneari francesi perché “incompatibile con i valori dell’Occidente”.

La Francia è stata scossa fortemente e violentemente dal terrorismo islamico negli ultimi due anni, ed in un certo senso si può anche capire (ma assolutamente non giustificare) il clima di prevenzione che la gente può avvertire riguardo il tema Islam in generale. Ma compito della politica e dell’informazione è quello di educare la gente a non lasciarsi trasportare da un sentimentalismo “di pancia”, a non lasciarsi dominare dalla paura, a non vedere nell’altro un nemico.

I valori occidentali sono quelli dell’accoglienza e dell’integrazione, del rispetto delle differenze e della loro valorizzazione. Nello stesso tempo questi richiedono anche reciprocità e rispetto. Per questo trovo avvilente assistere ad un fenomeno culturale il cui unico obiettivo è quello di riempire le scalette dei telegiornali in questi scampoli di fine estate. Trovo avvilente additare un semplice fenomeno di costume come qualcosa di “minaccioso”, e trovo oltremodo oltraggioso e ipocrita fermarsi su questo tema, e dimenticarsi delle responsabilità dei propri governi nelle varie questioni mediorientali (dalla situazione libica ai vari accordi – alle volte anche in tema di vendità di armi – commerciali).

Pertanto sarebbe ora di piantarla con questa polemica sterile e del tutto gratuita. Una donna col burkini non è una minaccia per nessuno, non viola alcun valore occidentale ed europeo, e pertanto non deve far paura ad alcuno!

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