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Genova Capitale mondiale dell’arte

Donne angelicate e botticelliane: una sorta di neoplatonismo che l’artista ceco Alfons Mucha (1860-1939) elabora nella sua opera, in gran parte litografie di manifesti pubblicitari, insieme a mobili, oggetti e arredi, in una mostra fino al 18 settembre a Palazzo Ducale e alla Wolfsoniana di Nervi. ‘Alfons Mucha e le atmosfere Art Nouveau’, prodotta e organizzata da Palazzo Ducale di Genova con Palazzo Reale di Milano e 24 Ore cultura-Gruppo 24 Ore, col patrocinio della città di Praga e la collaborazione della Fondazione Richard Fuxa, “è organizzata per temi”, hanno spiegato i curatori Stefania Cretella e Karel Srp. Ci sono animalia, la donna, lo scorrere del tempo nei calendari, con alcune chicche come i bozzetti di Aubrey Beardsley per ‘Salomè’ di Oscar Wilde.
La mostra a Milano ha attirato 82 mila visitatori. Grazie alla cospicua raccolta della sede genovese della Wolfsoniana, la mostra è stata arricchita di oggetti e arredi, come una stanza per signorina di Michele e Ugo Ceruti (1902). “Genova è una città dove il modernismo ha avuto una forte influenza sull’ambiente urbano – ha detto il presidente di Palazzo Ducale, Luca Borzani – Qui si ripensa la metropoli con forti legami internazionali. Inoltre la mostra ci fa riflettere sulla dimensione del progresso, della tecnica e della produzione seriale”. Al termine all’esposizione è stato allestito un pannello che mostra alcuni edifici modernisti genovesi per continuare con un percorso in città.Una curiosità: le 120 litografie di Mucha in mostra al Ducale a alla Wolfsoniana (‘Mucha: alle origini della pubblicità sempre fino al 18 settembre a Nervi), prima di essere acquisite dalla Fondazione Richard Fuxa, erano dell’ex campione di tennis Ivan Lendl.

(Ansa)

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