Articoli di: settembre 2016

Quando la satira provoca sdegno

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Solitamente si invidia ciò che non si possiede. Ed ecco spiegato il motivo per cui, all’estero, quando ci vogliono prendere di mira si concentrano sul nostro cibo, scivolando spesso in luoghi comuni e oramai sorpassati. Senza il timore di peccare di presunzione, posso affermare comunque, con assoluta certezza, che il cibo migliore si possa mangiare solo in Italia. Premessa necessaria per parlare della vignetta, che voleva essere satirica, di Charlie Hebdo. “Sisma all’italiana. Penne al pomodoro. Penne gratinate. Lasagne.” Sacrosanta

Mamma, mi fai una foto?

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Ho una macchina fotografica digitale che non uso più ma è ancora in buono stato e funzionante. L’anno scorso per il mio compleanno mi sono regalata il cellulare nuovo che ha sopperito molto bene alla funzione della cara macchinetta. Così, invece di lasciarla nel cassetto ad invecchiare, ho passato la digitale a mia figlia che, dopo poche istruzioni, si è messa ad usare e porta con se nelle escursioni. E’ interessante conoscere il suo punto di vista. Vedere cosa fotografa

Se non volete il fertility day tenetevi lo sterility day

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Povera Italia; dopo anni di bombardamento mediatico pro gay, trans, adozioni omosessuali, nascite artificiali, uteri in affitto, aborti da garantire sempre e in ogni forma… leggo sdegno e ribrezzo di massa – in contesto di allarme demografico drammatico e senza precedenti – se qualcuno a livello istituzionale osa citare la fertilità anche come valore collettivo, se si allude alla genitorialità, se ci si auspica che si facciano più figli, se si fa riferimento alla nascita e filiazione secondo natura e

Ho sempre amato settembre, devo amarlo anche quest’anno

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Ho sempre iniziato con enorme piacere e gioia il mese di Settembre per quel suo carico di novità che, inevitabilmente, porta dentro di sé, per la sua natura. Passo il primo giorno del mese a pensare a tutto quello che potrà succedermi, succederci, di bello cantando “Ahi Settembre” di Alberto Fortis. Anche quest’anno deve essere così nonostante i 48 km di Via Crucis sulla Salaria, nonostante i primi giorni di lavoro siano già stati contrassegnati dal dolore e dalle difficoltà,

Un pensiero alla scuola di Amatrice

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Se ne sono dette tante in questi giorni riguardo il terremoto che ha colpito il Lazio, le Marche, l’Umbria e l’Abruzzo lo scorso 24 agosto. Tra le parole più atroci, quelle del sindaco di Amatrice, che parlava di una città “che non esiste più”. Simbolo di disperazione e resa di fronte all’incredibile forza della natura. Come atroci sono anche le parole del Vescovo di Rieti, Mons. Domenico Pompili, che durante i funerali ha detto che “non uccidono i terremoti, ma

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